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Pedofilia: possibili nuovi interrogatori per Don Seppia, Alfano e il ragazzo egiziano

Genova. Tre personaggi chiave e tre versioni differenti: sono questi i bandoli dell’inchiesta che nel giro di una settimana ha portato in carcere Don Riccardo Seppia, il prete di Sestri Ponente accusato di abusi su minore e cessione di stupefacenti, il suo amico e complice, l’ex seminarista Antonio Alfano, in carcere per induzione alla prostituzione minorile continuata e favoreggiamento, e un ragazzo egiziano di 18 anni, indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile.

La verità che il pubblico ministero Stefano Puppo dovrà accertare è nascosta tra le pieghe delle diverse deposizioni che si contraddicono a vicenda.

Alfano ha ammesso di avere avuto un rapporto con l’egiziano, mentre quest’ultimo era ancora minorenne, e uno dopo che era diventato maggiorenne, ma senza mai averlo indotto a prostituirsi. Il pagamento era un accordo tacito, tra persone che si conoscono in chat e poi si incontrano per fare sesso. L’ex seminarista ha anche ammesso di avere dato il numero di telefono del ragazzo e di un altro minorenne a don Seppia.

Don Seppia invece ammette di aver “conosciuto l’egiziano. Non ci ho mai fatto nulla, ma sapevo che era stato con Alfano due volte”. La terza versione arriva infine dal ragazzo stesso, interrogato dai carabinieri alcune ore dopo l’arresto del prete. “Sono andato a letto con entrambi, più di una volta. E poi ho presentato il ragazzo albanese a don Seppia”.

Nei prossimi giorni, o anche nelle prossime ore, non sono esclusi altri interrogatori.