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Morte di Weylandt, Moser: “E’ stata una fatalità, è giusto che il Giro continui”

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Genova. “E’ giusto che il Giro vada avanti. Purtroppo è la vita e va accettata così. Ogni giorno succedono tantissimi incidenti ed il mondo va avanti. Lui è caduto per conto suo e dai racconti risulta che nessuno l’abbia danneggiato”. A parlare è Francesco Moser, grande ciclista italiano degli anni 80, riferendosi alla tragica caduta di Wouter Weylandt ieri, sul Passo del Bocco.

“La strada non sembrava pericolosa e quindi è stata una fatalità. – prosegue Moser – Sono episodi che possono capitare. Piuttosto che polemizzare sulle tappe bisognerebbe rivedere il numero di partecipanti: se ci fosse meno competizione un corridore rischierebbe meno”.

“Queste cadute possono capitare in ogni gara – ha concluso l’ex campione – e se cadi male può capitare anche questo, ma non dipende dal percorso della tappa. Le corse sono sempre state pericolose. Il tratto della caduta non sembrava pericoloso eppure Weylandt non ce l’ha fatta. In discesa una disattenzione può succedere e talvolta essere fatale”.