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Marta Vincenzi contro “privatizzazione” spiagge, con una stoccata alla Regione

Genova. Marta Vincenzi battagliera sulla cosiddetta privatizzazione delle spiagge. Il sindaco del capoluogo e presidente di Anci Liguria annuncia di non voler lesinare critiche acute al decreto sul diritto di superficie degli arenili, che ha già attirato le polemiche dei difensori del patrimonio costiero. Anche il federalismo demaniale è al centro delle riflessioni, dopo un iter nebuloso che soltanto ora sta trovando soluzione.

“In sede Anci ci stiamo confrontando su due aspetti: sul federalismo demaniale e molto recentemente sulla scelta di privatizzare delle spiagge – spiega Marta Vincenzi – Presto ci esprimeremo. Ma intanto anticipo subito che la mia posizione su questo secondo punto sarà molto critica. Mentre il federalismo demaniale, infatti, se controllato attentamente nella sua realizzazione potrebbe portare dei benefici, sulla ‘privatizzazione’ dovremo cercare di evitare il peggio, perché il rischio è quello di vedere le nostre spiagge rovinate dalla cementificazione”.

Il decreto del dicastero dell’Economia garantisce ai privati concessioni demaniali per le spiagge per i prossimi novant’anni: è stato oggetto di contestazioni da parte delle associazioni ambientaliste, che temono nuove colate di cemento a svantaggio di ambiti territoriali sottoposti a vincoli paesaggistici. “Purtroppo questo è un tema su cui non riesco a sfondare con la Regione” sottolinea il sindaco di Genova, con una bordata esplicita: “Anche se durante la campagna elettorale per la Regione avevo ricevuto rassicurazioni da entrambi i candidati alla presidenza, compreso quello che ha vinto”.

“Un altro aspetto su cui non è ancora stato attivato un tavolo condiviso è quello inerente la ripartizione delle risorse su base regionale per quanto riguarda il trasporto pubblico – aggiunge – Per il nostro Comune è anche difficile la convivenza con il patto di stabilità, al contrario di quanto succede in Toscana e Lombardia, ad esempio, dove gli enti comunali che non possono sfondare il patto trovano supporto a livello regionale”.

Attività intensa negli ultimi mesi per l’Associazione Nazionale Comuni Italiani. “Questioni di grande rilievo – conferma la Vincenzi come presidente ligure dell’associazione – C’è stata l’emergenza profughi e quindi gli arrivi hanno fatto sì che Anci si mettesse a disposizione della Regione e della Protezione civile per attuare il piano di emergenza. Abbiamo svolto la ricerca dei Comuni disponibili e successivamente messo in atto la funzione di accompagnamento all’accoglienza. Questo compito è stato importante e intricato perché nel frattempo si sono modificati i profili dell’emergenza e, conseguentemente, le impostazioni di accoglienza prestabilite. Alla fase di affanno legata alle vicende di Ventimiglia, infatti, ora si presenta un’altra ondata di profughi con caratteristiche diverse rispetto ai primi arrivati, che erano quasi tutti maschi tunisini adulti. Arriveranno anche famiglie con bambini”.

“Meno drammatica della precedente, ovviamente, ma di grande importanza amministrativa – prosegue – è stata la nascita della prima Unione di Comuni, avvenuta sabato 30 aprile. A seguito della modifica della normativa regionale, in particolare della legge 23 del 2010, che stabilisce l’abolizione delle Comunità Montane a partire dal 1° maggio, Anci ha dovuto introdurre una nuova fase organizzativa dei Comuni, affinché i servizi precedentemente svolti dalle Comunità Montane potessero trovare una continuità”. Ne è nata l’Unione di Comuni Stura, Orba, Leira (Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Tiglieto e Mele).

“In questa prima fase ci siamo occupati della polizia locale, della raccolta e smaltimento dei rifiuti e del randagismo, poi proseguiremo con gli altri servizi, cioè con il vincolo idrogeologico e l’antincendio boschivo – conclude Marta Vincenzi – L’impegno di Anci Liguria è stato notevole e credo che queste difficili questioni siano state affrontate in maniera corretta e produttiva”.