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Infrastrutture, Regione: lo smarino del Terzo Valico per il ribaltamento a mare di Fincantieri

Regione. Detriti del Terzo Valico ferroviario dei Giovi, la Regione Liguria ha deciso. La giunta Burlando, su proposta dell’assessore alle infrastrutture Raffaella Paita, ha approvato una delibera, a firma congiunta con il vicepresidente e assessore all’Urbanistica Marylin Fusco e gli assessori all’Ambiente e Sviluppo Economico Renata Briano e Renzo Guccinelli, i siti per i riempimenti con il materiale di scavo dell’opera, lunga 57 chilometri, di cui trenta in galleria.

Secondo le stime, si tratterà di poco meno di 6 milioni di metri cubi (quantitativo derivante dalle sole opere realizzate sul territorio ligure) di detriti composti dallo “smarino” delle galleria.

Innanzitutto, 500 mila metri cubi andranno nel riempimento per il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente, altri 820 mila al porto di Voltri, 450 mila saranno utilizzati per la realizzazione del molo ai ponti Libia e Canepa.

Per la costruzione di un terrapieno 800 mila metri cubi sono destinati a Scarpino, i restanti 2 milioni e 300 mila metri cubi di “smarino” saranno distribuiti nelle cave di Castellaro-Cravasco (2 milioni 222 .479 metri quadrati) e Buzzi Unicem-Vecchie Fornaci (1 milione).

“Con questo atto- afferma l’assessore Raffaella Paita- la Regione Liguria conclude tutte la azioni di propria competenza per il Terzo Valico, un progetto che si è rimesso in moto e che è in attesa di un definitivo accordo tra Rfi, la società delle Ferrovie dello Stato e Cociv, il general contractor dell’opera”.

“Il vero punto di forza della delibera è il fatto che gran parte dello “smarino” contribuirà alla costruzione di opere molto attese come il ribaltamento a mare di Fincantieri- aggiunge la Paita-, è una scelta importante per far sì che una infrastruttura strategica come il Terzo Valico possa contribuire a realizzarne un’altra di altrettanta importanza.

“E’ la scelta dello sviluppo che genera altro sviluppo e di un territorio che non intende rinunciare alla propria vocazione industriale e produttiva. La Liguria ha voglia di crescere per questo stiamo spendendo ogni energia per la programmazione e la realizzazione di nuove opere infrastrutturali che la colleghino meglio e ne consentano di esercitare a pieno il ruolo di piattaforma logistica portuale”.