Genovese sconosciuto al fisco evade 67 mln: scoperto dalla Finanza - Genova 24
Cronaca

Genovese sconosciuto al fisco evade 67 mln: scoperto dalla Finanza

Genova. Una maxi evasione fiscale internazionale per circa 67 milioni di euro, connessa all’attività di una società con sede in Irlanda e succursale operativa in Svizzera, entrambe fittizie. E’ quanto ha scoperto il Nucleo di Polizia Tributaria di Genova della Guardia di Finanza, al termine di accertamenti e indagini durati circa quattro anni.

Già nella primavera del 2008 era stata individuata un’altra forma di evasione internazionale che aveva coinvolto una delle più rinomate “lease company” mondiali. Seguendo quel filone investigativo, le indagini hanno permesso di individuare una società, evasore totale che, operando a livello internazionale nel commercio e noleggio di container, movimentava enormi quantità di denaro.

Il sistema di frode utilizzato è una forma di evasione internazionale particolarmente insidiosa e complessa, oggetto di particolare attenzione negli ultimi tempi da parte delle Fiamme Gialle. Definito tecnicamente “esterovestizione” consiste nella fittizia localizzazione della residenza fiscale in altri Paesi, da parte di soggetti aventi effettiva residenza in Italia, per sottrarsi agli adempimenti tributari previsti dal nostro ordinamento e beneficiare così del regime impositivo più favorevole.

Entrando più nel dettaglio, questo particolare tipo di frode consiste nell’espletare ogni attività di direzione commerciale e finanziaria in Italia, documentandola con fatture emesse da una società costituita all’estero dove, formalmente ma non effettivamente, risulta avere sede il soggetto economico.

Nel caso analizzato dalle Fiamme Gialle genovesi, sulla carta, questa società vendeva e/o noleggiava container dalla Svizzera in tutto il mercato mondiale: ma i finanzieri, specializzati nel particolare e complesso settore della fiscalità internazionale, hanno scoperto una realtà completamente diversa.

La società estera, o meglio, “esterovestita”, era in realtà completamente controllata e gestita da un italiano, che ne possedeva le quote per il tramite di società fiduciarie.

Dal punto di vista operativo, in realtà, tutto si svolgeva a Genova, ma i proventi delle operazioni commerciali internazionali restavano in Svizzera: così facendo, l’evasore, un imprenditore genovese cinquantenne, residente nel capoluogo, immune da precedenti penali, molto noto nello specifico settore, dal 2003 ha potuto occultare al fisco italiano i suoi rilevanti guadagni e non corrispondere le relative imposte.

Tale forma di evasione è stata resa possibile anche grazie alla connivenza della maggior parte degli operatori del settore. L’imprenditore genovese, a fine indagine, ha versato le imposte e le sanzioni dovute per un importo pari a 5,8 milioni di euro. Mentre con il sequestro preventivo funzionale, disposto dall’autorità giudiziaria, i beni immobili, conti correnti e titoli dell’imprenditore sono stati bloccati per altri 2 milioni di euro circa.