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Genova, S.Martino: centro trapianti a rischio, dibattito in Provincia

Provincia. Quale futuro per il Centro Trapianti dell’Ospedale San Martino di Genova, l’unico della Liguria? E’ stata questa la domanda centrale in Consiglio Provinciale su un tema importante, complesso e delicato del quale l’assemblea di Palazzo Doria Spinola ha discusso con un’espressione di opinioni di Renata Oliveri (capogruppo Misto) con replica del presidente Alessandro Repetto a conclusione del dibattito in cui sono intervenuti anche il capogruppo Pd Gabriele Gronda e il vicepresidente del Consiglio Maurizio Barsotti (Pdl).

“Il Centro Trapianti è una struttura benemerita, storicamente eccellente, sulla quale però non sono mai mancate polemiche e annunci – ha detto Renata Oliveri – e Genova deve tenere moltissimo perché offre speranze di vita. Oggi abbiamo letto la notizia che, fermi restando i trapianti di reni, sarebbero sospesi quelli di fegato e pancreas e i pazienti in lista d’attesa sarebbero trasferiti altrove. Sarebbe grave, la chiusura di una parte del centro per motivi riorganizzativi non può non preoccupare, senza sottovalutare le difficoltà, ma impoverire l’attività dei trapianti significa indebolire l’intero centro e rendere più difficile la ripresa. Quello di San Martino è tra i primi dieci centri trapianti in Italia per i reni e molto rilevante anche per i fegato, con trenta trapianti nel 2010, a fronte dei cinquanta del decantatissimo Ismet di Palermo”.

Sappiamo che i vincoli economici ci sono, ma sarebbe incomprensibile un passo indietro per una struttura di eccellenza”. Per Gronda “l’argomento è molto serio, un caso che travalica le dimensioni regionali perché tocca la questione di quale debba essere il destino della sanità, un tema molto sentito in Liguria, una delle regioni con la popolazione più anziana non solo d’Italia, ma del mondo e che richiederebbe un approccio diverso rispetto ad altre. Il modello sanità sta cambiando rapidamente sotto i nostri occhi, con direttive nazionali che introducono incongruenze e un federalismo che premia le Regioni con le maggiori disponibilità economiche, spesso messe a disposizione del pubblico da imprenditori privati, piuttosto che le eccellenze, quelle che incentivate adeguatamente eviterebbero le fughe dei cervelli. Penso sia doveroso che la Provincia si interfacci con la Regione, anche in considerazione di notevoli problemi sulle strutture ospedaliere che vanno però sfrondati da qualsiasi demagogia sui posti letto”.

Per Barsotti si tratta di “grosso e tragico, lo dico anche da medico perché per un mio giovane paziente la lista d’attesa con questa sospensione dei trapianti di fegato rischia di diventare presto definitiva, se non troverò una soluzione altrove. Il professor Valente a Genova è stato un pioniere dei trapianti e senza di lui in Italia saremmo molto più indietro. Sulla sanità la Provincia può fare poco, ma può caldeggiare l’impegno della Regione perché le nostre povere istituzioni sanitarie siano almeno magnificate: il centro di San Martino è in grado e sa fare benissimo anche multitrapianti contemporanei di fegato, pancreas e polmoni ed è una realtà da difendere il più possibile”.

Il presidente Repetto sottolineando “la delicatezza e l’importanza di questa espressione di opinioni – ha aggiunto – Genova ha la primogenitura e sarebbe interessante verificare in tutta Italia che tipo di opportunità esistono. Per la penuria nazionale di rapporti d’investimento va presa in considerazione la razionalizzazione del sistema, ma è difficile spiegarne le ragioni sotto il profilo logico e razionale alle famiglie dei pazienti. Mi faccio carico di capire più approfonditamente se la scelta sia transitoria o se vi siano ragioni esplicite e fondate e se vi siano alternative soddisfacenti per il nostro territorio”.