Genova, protesta davanti consolato Danimarca: cittadini e associazioni per un'Europa senza frontiere - Genova 24
Cronaca

Genova, protesta davanti consolato Danimarca: cittadini e associazioni per un’Europa senza frontiere

schengen

Genova. Anche nel capoluogo ligure, dopo Parigi e Bruxelles, ci si mobilita contro la decisione del governo danese di reintrodurre i controlli alla frontiera in violazione del trattato di Schengen. Domani alle 11 davanti al consolato della Danimarca cittadini e associazioni della Liguria manifesteranno a favore della libera circolazione in Europa.

Il diritto alla libertà di movimento e il diritto di spostarsi attraverso l’area Schengen senza controlli alle frontiere sono due principi fondamentali della cittadinanza europea.

Piergiorgio Grossi, segretario Movimento Federalista Europeo Genova, Stefano Quaranta, coordinatore ligure Sinistra Ecologia Libertà, Valerio Barbini coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà Genova, Luca Pastorino, segretario Aiccre Liguria e sindaco di Bogliasco, Maria Pia Bozzo, Direzione regionale del Partito Democratico, Alessandra Ballerini, avvocato impegnato sui diritti degli immigrati, Walter Massa, presidente Arci Liguria e Lorenzo Basso, segretario ligure Partito Democratico hanno sottoscritto un appello per un’Europa senza frontiere.

“Rifiutiamo – dicono – che questi diritti vengano messi in discussione.La decisione unilaterale della Danimarca di reintrodurre i controlli alle frontiere, così come i recenti tentativi di bloccare al confine tra Italia e Francia i migranti provenienti dalla Tunisia, hanno fatto cadere l’Europa ad un livello mai così basso dalle espulsioni dei Rom da Francia e Italia la scorsa estate”.

“Non è più accettabile che il diritto alla libera circolazione sia minacciato dall’incapacità degli Stati che hanno ratificato il trattato di Schengen di arrivare ad una comune politica estera, di sicurezza e sociale. Non è più accettabile che questa incapacità si traduca in una pericolosa retorica populista e xenofoba che cerca di scaricare sui più deboli le cause della crisi. La primavera araba non deve trasformarsi nella fine del sogno europeo”.

“La reazione europea agli storici eventi dei paesi del Nord Africa è stata quella di alzare nuovi muri e chiudere le frontiere anche per gli stessi cittadini europei. L’Unione Europea dovrebbe invece essere un esempio di solidarietà e cooperazione tra i popoli e lavorare per promuovere la pace, la democrazie e le libertà. L’ideale di un’Europa libera, unita e aperta al resto del mondo non deve essere lasciato cadere. Facciamo appello alle istituzioni nazionali ed europee, ai cittadini, ai movimenti della società civile e ai politici di tutto il continente affinché l’Europa rilanci il processo di unione politica e non torni ad essere un continente tragico e diviso”.