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Genova, caso Sutter: nuova pista, i difensori di Bozano chiedono la revisione della sentenza

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Genova. Dopo il caso Nada Cella, alla ribalta delle cronache nelle scorse settimane dopo che erano trapelate indiscrezioni su una possibile riapertura del caso, un altro delitto efferrato torna a far parlare di sé.

Si tratta del caso Milena Sutter, la giovane 13enne rapita alle cinque del pomeriggio del 6 maggio 1971, e ritrovata poi sulla spiaggia di Priaruggia due settimane dopo, il 20 maggio, con addosso una cintura da sub. Per la morte della figlia dell’industriale svizzero Artur Satter venne subito individuato come possibile indiziato Lorenzo Bozano, 25 anni, figlio della buona borghesia genovese, la cui famiglia era imparentata con gli armatori Costa.

Il processo sul “delitto del biondino della spider rossa”, soprannominato così dalle cronache del tempo, vide Bozano assolto in primo grado e poi condannato in appello all’ergastolo, condanna sancita dalla Cassazione nel 1976. Nel 1991, dopo aver scontato complessivamente 14 anni, Bozano ha poi ottenuto l’affidamento al lavoro esterno al carcere, ma il beneficio gli è stato sospeso per molestie su una minorenne compiute in un parco di Livorno.

I legali dell’uomo hanno però richiesto la revisione della sentenza all’ergastolo, alla luce di una nuova ipotetica pista e di una superperizia. Nella prossima udienza fissata per il 16 giugno il tribunale di sorveglianza deciderà sulla richiesta di semilibertà, dopodichè i due avvocati difensori presenteranno la richiesta di revisione.