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Genova, arrestati rapinatori seriali: agivano a bordo di moto rubate foto

Genova. Si è conclusa in pochi mesi di successo la carriera da rapinatori dei due cileni arrestati dalla squadra mobile genovese, dopo un’intensa attività investigativa. Pena Ramon Segundo Cisternas, di 40 anni e Retamal Heriberto Maickel Carrasco, di anni 36, sono stati arrestati per la rapina, avvenuta nello scorso mese di novembre, ai danni di un rappresentante di preziosi in piazza De Ferrari.

L’uomo, che si stava recando presso l’emittente televisiva Telenord per una televendita, è stato aggredito dai due malviventi, che spruzzandogli negli occhi uno spray urticante, riuscirono a rubargli la valigia contente gioielli per un valore di circa 60 – 80 mila euro.

I provvedimenti restrittivi sono stati adottati dal Gip a seguito delle indagini svolte dalla squadra mobile genovese, che hanno anche consentito di acquisire elementi di prova, attualmente sottoposti alla valutazione dell’Autorità Giudiziaria, in ordine ad altri episodi commessi nel capoluogo ligure e più precisamente in relazione a tre tentativi di furto e due ulteriori rapine. Tutti gli episodi risultano commessi tra l’ottobre 2010 e lo scorso mese di marzo. Sembra anche che i due rapinatori abbiano commesso reati simili in altri capoluoghi italiani, per la precisione a Savona e in Lombardia.

“I provvedimenti sono partiti separatamente l’uno dall’altro – spiega Gaetano Bonaccorso, dirigente squadra mobile – il primo arresto è avvenuto il 5 maggio e l’altro ieri. Oltre all’analisi dei tabulati telefonici e a quella delle immagini delle telecamere, siamo riusciti a incastrare il secondo colpevole anche grazie alle perquisizione nell’abitazione del primo arrestato”. Le indagini sono ancora in corso, ma al momento si esclude la presenza di altri complici.

Il modus operandi dei rapinatori era sempre lo stesso. A bordo di ciclomotori rubati, attraverso un’abile attività di pedinamento ed appostamento in prossimità di banche e gioiellerie, individuavano le vittime predestinate, per poi colpirle nel momento in cui avevano disponibilità di denaro o preziosi appena prelevati o da depositare. A quel punto avveniva l’aggressine con spray urticante o “taser” elettrico e nei casi in cui le condizioni erano favorevoli, veniva messa in pratica la tecnica del furto con destrezza mediante preventiva effrazione del finestrino dell’auto.

Jenny Sanguineti – Alberto Maria Vedova