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Fincantieri: “Piano industriale il 23 maggio”, Fiom: “I tempi sono stretti” foto

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Genova. Fra dieci giorni il piano industriale di Fincantieri sarà presentato a Roma, ma fra altri diciassette il cantiere di Sestri Ponente potrebbe vedere sfumare, o sfilare sotto gli occhi, i 70 milioni stanziati dal Milleproroghe per il ribaltamento a mare.

Da parte delle istituzioni locali, dopo l’esito del tavolo indetto oggi a Tursi dal Comune per discutere con tutti i soggetti coinvolti il futuro del cantiere genovese, sembra emergere cauta la fiducia.

“Negli ultimi colloqui che ho avuto con l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono la posizione espressa è il via libera dell’azienda all’accordo di programma per Sestri Ponente e le modalità d’utilizzo del riempimento a mare rinviato a ciò che dirà il piano industriale – ha detto oggi il presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo – ora istituzioni, azienda e sindacati devono chiedere di essere convocati dal Ministero dello Sviluppo Economico nell’arco di pochissimi giorni per firmare il sì all’accordo di programma. L’Autorità portuale di Genova ha già fatto partire la lettera indirizzata al Ministero dello Sviluppo Economico per bloccare il finanziamento – ha aggiunto – lavoriamo affinché l’obiettivo del traguardo, ormai vicino, sia raggiunto”.

Ma da parte sindacale prevale invece una cauta preoccupazione. “Le posizioni espresse dall’azienda potrebbero essere di per sé positive – ha commentato Bruno Manganaro, Fiom Genova – ma il problema è che Fincantieri lega questa firma al piano industriale, che non sappiamo cosa conterrà. Inoltre – ha sottolineato il sindacalista – oggi usciamo di qui senza sapere quando e come verrà firmato l’accordo di programma. I tempi, purtroppo, stringono e non siamo noi a dirlo”.

Marta Vincenzi lo ha ben chiarito oggi nel suo intervento: “Se entro il 30 maggio non riusciamo a bloccare i fondi, 70 milioni di euro, per realizzare la nuova piattaforma a mare per i cantieri di Genova Sestri Ponente, li perdiamo e perdiamo la possibilità che Genova sia un sito strategico per Fincantieri e abbia un futuro”.

La preoccupazione dei lavoratori è legata al tempo, perderne ancora potrebbe significare farsi sfuggire i finanziamenti per il ribaltamento a mare. “L’azienda prima del 23 maggio, giorno di presentazione del piano industriale – ha aggiunto Manganaro – non ha previsto altri incontri. Tutti a parole vogliono il ribaltamento a mare e sicuramente appaiono più fiduciosi oggi rispetto a ieri, ma noi diffidiamo: finché non vedremo le carte non crederemo. Aspettiamo questi giorni, sperando di non perdere i soldi”.