Fincantieri, Mondello e Boitano (Udc): "Capire perché a pagare sono gli stabilimenti del Tirreno" - Genova 24
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Fincantieri, Mondello e Boitano (Udc): “Capire perché a pagare sono gli stabilimenti del Tirreno”

Genova. L’Udc, in mondo particolare l’onorevole Gabriella Mondello e il coordinatore provinciale del partito e assessore regionale Giovanni Boitano sono scesi a fianco dei lavoratori che hanno deciso di mobilitarsi in modo permanente in attesa dell’incontro fissato a Roma per venerdì prossimo e soprattutto in vista della manifestazione che si terra Sestri Levante il 1 giugno.

“In questo momento di grave difficoltà stupisce come diversi esponenti della maggioranza – afferma la Mondello – puntino il dito contro i vertici di Fincantieri dimenticando le gravi responsabilità del Governo che ben sapeva quanto l’ad Bono stava facendo”.

I lavoratori di Riva Trigoso e Sestri Ponente sono preoccupati per il loro futuro, la chiusura comporta la perdita del lavoro oppure, bene che vada, estenuanti trasferte per riuscire a guadagnare poco più di mille euro al mese.

“Ho ascoltato i timori delle maestranze di Riva Trigoso – afferma Boitano – che presidiano l’azienda, per molti di loro si prospetta il rischio di finire al Muggiano con tutto quello che comporta. La vita delle famiglie rischia di essere sconvolta. Forze che appoggiano il Governo si sono addirittura spinte a chiedere le dimissioni di Bono”.

“Non certo azzerando i vertici di Fincanteri – continua la Mondello – che si risolvono problemi, tocca al Governo e quindi agli esponenti del Pdl e della Lega Nord assumersi le loro responsabilit non bisogna alimentare la politica dello scarica barile sulla pelle dei lavoratori”.

Boitano, in stretto contatto con il presidente della giunta Burlando, lavora affinchè il Piano venga ritirato ed un tavolo comune formato da governo, azienda, sindacati e enti locali, operi per salvaguardare l’occupazione.

“Vogliamo capire – afferma Boitano – perché a pagare devono essere soprattutto gli stabilimenti del Tirreno rispetto all’Adriatico”.

Le prossime settimane con i primi due incontri romani, 3 e 6 giugno, saranno decisive per il futuro della cantieristica nella nostra regione.

“Bisogna essere uniti nei fatti e non nelle parole – conclude la Mondello – i lavoratori sanno giudicare e ben comprendono chi lavora per salvare il cantiere e chi invece vuole solo salvare la faccia”.