Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Fincantieri, domani tavolo a Tursi: i sindacati si dividono sulla strategia

Genova. “O si firma velocemente l’accordo di programma o non siamo disponibili a parlare del piano industriale. La genovesità dei cantieri di Sestri Ponente è un dato da cui non si può prescindere”.

L’appello di Marta Vincenzi, lanciato stamani in conferenza stampa, non ha avuto la stessa presa sui diversi sindacati. Alla vigilia del tavolo convocato domani a Tursi, a cui sono stati invitati i vertici dell’azienda, la politica, le istituzioni e naturalmente le rappresentanze sindacali per discutere e fare chiarezza sul futuro della cantieristica genovese, tra le fila sindacali si registrano pareri discordanti.

“Discutere in sede comunale, senza aver prima visto il Piano Industriale mi sembra perlomeno prematuro” dichiara Antonio Apa, Uilm Genova, che aggiunge: “A giorni l’azienda convocherà il Tavolo Nazionale, dove finalmente vedremo il fantomatico piano industriale, quella sarà la sede naturale dove fare valutazioni e, se il caso, forzature. Ma finchè non abbiamo in mano dati ufficiali, parliamo di aria fritta. Senza contare che le istituzioni, oltre a essere in forte ritardo, mi sembrano non troppo concordi fra loro” sottolinea Apa riferendosi “alla differenza d’opinioni tra il fronte Burlando-Merlo e il fronte Vincenzi-Margini”.

Diversa la presa di posizione della Fiom Cgil “a fianco delle amministrazioni per difendere il cantiere di Sestri Ponente”. “Domani, dall’azienda, vogliamo un sì o un no – spiega Bruno Manganaro – Fincantieri deve dire, cioè, se è ancora convinta di investire i 70 milioni per il ribaltamento a mare, essenziale per il futuro del cantiere di Sestri, oppure no. Il Piano Industriale lo discueremo dopo, l’importante ora è non perdere i soldi stanziati dal Milleproroghe”. In caso di risposta positiva, anche se il timore è che domani non ci sarà ancora una risposta chiara, spiega ancora Manganaro “chiederemo di accellerare i tempi per la firma a Roma”, altrimenti “faremo come abbiamo sempre fatto, lotteremo per difendere fino alla fine il cantiere”.