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Fincantieri: consiglieri e assessori Sel a Roma con i lavoratori

Regione. “Venerdì andremo a Roma per sostenere le migliaia di dipendenti dei cantieri navali minacciati di licenziamento e per esigere un futuro industriale per il Paese e per il nostro territorio”. Lo annunciano i consiglieri e gli assessori Sel, Matteo Rossi (capogruppo SEL Regione Liguria), Bruno Pastorino (Assessore Comune di Genova), Bruno Delpino (capogruppo SEL Comune di Genova), Arcadio Nacini (SEL Comune di Genova, Angela Burlando (SEL Comune di Genova), Alberto Corradi (Assessore Provincia di Genova), Salvatore Fraccavento (capogruppo SEL Provincia di Genova).

“Il Governo, in verità, ha dovuto essere obbligato a convocare le parti sociali – scrivono in una nota – Nulla di strano, il Premier di quest’esecutivo è quello che, in un’altra analoga drammatica crisi, quella dell’automobile, confessò di comprendere gli industriali italiani che trasferivano le imprese all’estero. Il Governo, insomma, secondo loro, non dovrebbe occuparsi né di industria, né di lavoro”.

“Il rischio della chiusura dei Cantieri può diventare l’epilogo della deindustrializzazione del Paese, resa possibile, appunto, dalla totale mancanza di una politica industriale; dall’assenza della ricerca e dell’innovazione e dall’innamoramento della quasi totalità dei management aziendali alla finanza”.

“La grande novità di questa crisi, però, è la straordinaria e sincera solidarietà scattata intorno ai lavoratori di Sestri Ponente e di Riva Trigoso; l’immediata e importante vicinanza -anche fisica- dimostrata dalle Istituzioni locali; l’adesione di una gioventù capace di cogliere il nesso odierno tra l’abbandono dei poli produttivi e l’immiserimento del sistema formativo; l’avvertimento di tutto un territorio che la vicenda Fincantieri non riguardi solo chi sta dentro il recinto della fabbrica, ma l’economia di un intero vasto comprensorio. Per una volta forse è stata sconfitta la solitudine di chi lavora e l’invisibilità di chi prova a resistere ad un licenziamento”.

“Guai a non tutelare quest’alleanza, ne sarebbero indebolite le speranze di quei lavoratori e l’avvenire di tutti noi. Adesso occorrerà garantire commesse e lavoro, assicurare spazi adeguati reclamando certezze occupazionali – concludono – poi bisognerà pensare ai prossimi 20-30 anni della navigazione e qui allora serviranno idee, coraggio, saperi e risorse. Insomma, tutto quello che è mancato finora”.