Don Seppia sieropositivo, la sua tragica ammissione: iniziato l’interrogatorio a Marassi - Genova 24
Cronaca

Don Seppia sieropositivo, la sua tragica ammissione: iniziato l’interrogatorio a Marassi

don seppia riccardo bagnasco

Genova. Agg.h.10.05. E’ iniziato circa 30 minuti fa l’interrogatorio del pm Stefano Puppo a don Riccardo Seppia, che è assistito dall’avvocato Paolo Bonanni.

Don Seppia, il parroco della chiesa di Santo Spirito a Sestri Ponente, rinchiuso nel carcere di Marassi da venerdì scorso con l’accusa di abuso su minore e cessione di stupefacenti, sarà interrogato oggi dal pubblico ministero Stefano Puppo. Di fronte al gip Annalisa Giacalone e al pm Puppo, i magistrati che lo avevano interrogato una prima volta, si era avvalso della facoltà di non rispondere, ma l’avvocato che lo assiste aveva assicurato la sua volontà di collaborare.

Infatti, l’interrogatorio, richiesto proprio ieri dal difensore Paolo Bonanni, si svolgerà oggi e segue la terribile rilevazione del prete sulla sua sieropositività. “Sono siero positivo”, avrebbe confessato più volte anche allo psicologo che lo assiste in carcere e proprio questo sarebbe il motivo per cui il sacerdote si troverebbe in una sezione speciale del carcere di Marassi, dove è detenuto in isolamento da una settimana precisa. E chissà quali altre terribili verità potrebbero uscire dalla bocca del parroco, visto che ogni giorno vengono rivelati nuovi particolari agghiaccianti.

Gli inquirenti stanno ora cercando di appurare se il parroco, accusato di aver abusato di un chirichetto di 15 anni e di aver ceduto cocaina in cambio di prestazioni sessuali, abbia avuto rapporti sessuali e se eventualmente questi siano stati o meno protetti. Nei prossimi giorni, quasi sicuramente, don Seppia sarà trasferito nel penitenziario di Sanremo o in quello di Chiavari. Una decisione che rispetta la richiesta del prete, impaurito dopo le minacce e gli insulti ricevuti in cella.

Intanto continua a crescere la rabbia della comunità di Sestri Ponente, ma sul caso di don Seppia, si è mobilitata l’opinione pubblica nazionale. Sul web, ad esempio, regna l’indignazione nei confronti di quest’uomo che, approfittando della sua posizione, avrebbe abusato di ragazzini deboli, ceduto droga in cambio di rapporti sessuali e fatto confessioni “inconfessabili” ai suoi presunti complici, in particolare all’ex seminarista Emanuele Alfano, ieri interrogato per oltre 5 ore.

Proprio ieri, fra l’altro, è stata iscritta una quarta persona nel registro degli indagati: un 18enne genovese accusato di favoreggiamento alla prostituzione. E visti i continui risvolti e la scoperta giorno per giorno di nuovi possibili complici, si fa sempre più plausibile l’ipotesi dell’esistenza di una vera e propria rete pedofila.