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Don Seppia arrestato e sospeso dalla Curia, Bagnasco: “Sgomento e dolore”

Genova. “Un fulmine a ciel sereno”, inizia così l’omelia del cardinale Angelo Bagnasco, oggi nella chiesa di Santo Spirito per celebrare messa nella chiesa di Don Riccardo Seppia, il prete cinquantenne arrestato dai Nas di Milano con l’accusa di pedofilia e cessione di sostanze stupefacenti.

“Come da un fulmine a ciel sereno, siamo stati colpiti da quanto è accaduto ieri, e che vede al centro Don Riccardo – sono le parole dell’Arcivescovo – E’ trascorso circa un anno dalla Visita Pastorale che ho fatto in questa Parrocchia e ricordo l’impressione di una comunità viva e serena. Oggi, non è solo questa Comunità ad essere ferita, ma l’intera Chiesa di Genova. Mentre rinnoviamo la piena fiducia nella Giustizia e nel suo compito di appurare la verità certa delle cose, sono venuto, cari amici, a condividere lo sgomento e il dolore del cuore, insieme alla vergogna e alla totale disapprovazione se le gravi accuse risultassero confermate”.

“Così pure vengo per esprimere la completa vicinanza a quanti, eventualmente, fossero stati colpiti e offesi da comportamenti indegni, perseguibili e ingiustificabili per chiunque, ma tanto più per un sacerdote. La Santa Messa di questa sera è per voi, per le vostre intenzioni, per le vostre famiglie, per quanti fossero stati coinvolti dolorosamente, perché la tristezza dello scandalo sia presto sanata e la comunità cristiana dello “Spirito Santo riprenda il suo cammino con fede e serenità per tutti, piccoli e grandi”.

Il presidente della Cei ha poi reso noto che “Il provvedimento canonico preso a carico di don Riccardo è necessario, seppure in modo cautelativo, in attesa dell’ accertamento delle cose; ma anche ha lo scopo di favorire comunque la
revisione e la preghiera al fine di una profonda conversione del cuore e della vita”.

La curia di Genova ha disposto nei confronti di don Riccardo Seppia, arrestato oggi per pedofilia, “la sospensione da ogni ministero pastorale e da ogni atto sacramentale, nonché la revoca immediata della facoltà di ascoltare le confessioni sacramentali”.