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Disastro Haven, preoccupazioni per la pesca: botta e risposta Siri-Briano

Regione. “Sono trascorsi vent’anni da quella che fu un’immane tragedia ambientale: la Haven ha sversato in mare 144 mila tonnellate di greggio”. Il consigliere Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha illustrato oggi in consiglio regionale un’interrogazione sulla bonifica dopo l’affondamento della petroliera Haven al largo di Arenzano, tra Genova e Savona, avvenuta il 14 aprile 1991.

Siri ha rimarcato che è stata fatta solo una bonifica dei residui di idrocarburi presenti nella carcassa della nave e mai una bonifica del fondale e ha chiesto perché non sia stata fatta una mappatura esatta dei fondali per capire la quantità di catrame depositato.

Il consigliere ha quindi chiesto se il pescato delle zone interessate dal disastro sia soggetto a controlli più particolareggiati rispetto agli esami effettuati sui prodotti ittici pescati in zone non contaminate e se la Regione abbia mai commissionato studi per verificare gli effetti dell’affondamento sull’ecosistema marino. “Mi fa piacere – ha detto Siri – che Montaldo abbia affidato uno studio sulla qualità del pescato di cui vorremmo conoscere gli esiti. Riguardo alla mappatura, l’Arpal, dopo sei anni di rilievi sui fondali, sta completando una relazione”.

L’assessore all’ambiente Renata Briano ha assicurato che la situazione è sotto controllo: “Rispetto al risarcimento ottenuto è stato fatto il massimo, ma i finanziamenti non erano sufficienti per una bonifica in profondità. Oltre alla ricerca è stato bonificato il relitto. Riguardo al pescato confermo che abbiamo incaricato l’istituto zooprofilattico di monitorare le catture. In maniera non ufficiale sappiamo che il pesce pelagico pescato intorno alla zona colpita non presenta problemi, così come i mitili. Distribuiremo lo studio quando sarà ufficiale. Università, Guardia costiera e Capitaneria di porto stanno collaborando, faremo presto una riunione per valutare le nuove azioni. Associazione temporanea d’impresa Icram ha raccolto dati per conto ministero: danno si estende per 400 km su fondali tra 50 e 1000 metri di profondità tra Albisola e ponente genovese. Il catrame è depositato a macchia di leopardo e incastonato sul fondo. Di fatto ormai sarebbe stato più rischioso mobilitare le masse, che lasciare le sedimentazioni sul fondo, ormai inerti e che vengono gradatamente ricoperti”.

Siri ha replicato: “Mi pare di capire che si lascerà tutto così com’è. Bisogna fare attenzione alla pesca con le reti a strascico in modo che non si creino problemi rimuovendo le masse catramose depositate sui fondali”.