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Disagi al pronto soccorso di Villa Scassi, Canini: “In arrivo barelle, personale e percorsi differenziati”

Genova. “E’ necessario differenziare i percorsi: dividere tra i pazienti che arrivano in ospedale da soli e chi ci arriva in ambulanza. Questo è il primo lavoro che è necessario fare”.

Esordisce così Renata Canini, direttore generale della ASL 3 Genovese parlando dei problemi dell’ospedale Villa Scassi e del piano per la riorganizzazione del pronto soccorso.

“Da ottobre 2008 – prosegue Canini – la Asl 3 ha attivato un ambulatorio di codici bianchi e nel 2010 sono stati 38 mila i codici bianchi e verdi sui 47 mila complessivi. Una buona percentuale che non è andata ad incidere sul pronto soccorso. Il principale problema è che si è insinuata nella cultura degli italiani il pensiero che al pronto soccorso è possibile trovare qualsiasi risposta. Abbiamo cambiato le apparecchiature, separato chi sta in barella dal triage e spostato il servizio di accettazione, senza calcolare che presto verrà aperto il padiglione 9 bis”.

Inoltre la Asl 3 si è fatta carico dell’acquisto di 20 barelle: “Sono due anni – spiega Canini –  che lavoriamo per il Villa Scassi, buoni risultati sono stati raggiunti nel secondo semestre del 2010, poi c’è stata una piccola ricaduta dovuta al fatto che da marzo 2011 l’ospedale di Recco è chiuso e molti pazienti hanno voluto seguire il proprio medico specialista all’ospedale di Sampierdarena. Ecco il motivo del sovraffollamento”.

Impossibile attende cinque ore per una visita, magari su una barella in corsia. E’ il pensiero dell’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo: “E’ necessario organizzarsi: generalmente si è a conoscenza del numero dei pazienti che vengono ricoverati, quindi si tengono liberi i letti per loro. Su Villa Scassi, però, c’è anche un problema strutturale: il pronto soccorso è troppo piccolo, la Asl ha messo a punto le misure che consentiranno di gestire meglio al situazione”.