Castagni, contro strage del cinipide la Provincia solleciterà intervento della Regione - Genova 24

Castagni, contro strage del cinipide la Provincia solleciterà intervento della Regione

castagno

Genova. L’allarme cinipide, la vespa parassita che da anni colpisce e uccide i castagni in tutta l’Italia appenninica e in particolare in Liguria, torna di attualità in provincia di Genova grazie all’intervento in consiglio provinciale, oggi pomeriggio, del consigliere di Fds Giuseppe Nobile, che ha presentato una preoccupata espressione d’opinione sul tema.

Basta il titolo del documento presentato da Nobile per avere un’idea delle dimensioni allarmanti del fenomeno: “In merito al rischio di estinzione dei castagneti liguri colpiti massicciamente dall’attacco di un insetto denominato cinipide”.

“Nei boschi del levante ligure – ha detto il consigliere di Né, che conosce bene la situazione essendo anche proprietario di alcuni
boschi – la cinpide da anni corrompe i castagneti con un attacco tremendo, che sta desertificando il territorio”. E per far capire gli
effetti devastanti dell’epidemia, ha estratto da una borsa e mostrato ai consiglieri due frasche di castagno, una sana e una malata. “Se non interverremo al più presto – ha ammonito Nobile – nel giro di pochissimi anni i boschi di castagni dell’entroterra saranno solo un
ricordo”.

Nobile ha esortato la giunta ad attivarsi per reperire strumenti efficaci di contrasto al terribile fenomeno, eventualmente
anche cercando risorse finanziarie presso la Ue. “Non dimentichiamo – ha aggiunto – che ci sono ancora molte persone nell’entroterra che vivono di attività legate all’agricoltura”.

Il consigliere Vaccarezza (Pdl) si è associato al collega della maggioranza, ricordando che il problema è di competenza della Regione, che ha già cercato di risolverlo negli scorsi anni utilizzando pipistrelli e scoiattoli grigi, animali che si cibano anche di insetti come il cinpide. “Bisogna tornare a sollecitare via Fieschi – ha detto Vacarezza – perché se spariscono i castagneti non solo è un danno grave per l’identità del territorio, ma anche per l’ambiente, a causa dei rischi idrogeologici”.

Renata Oliveri (Gruppo Misto) ha ricordato la valenza culturale della coltivazione del castagno nell’entroterra genovese e ha
detto che le misure adottate dalla Regione si sono rivelate finora insufficienti.

Nella sua risposta, il vicepresidente Marina Dondero, assessora fra l’altro all’entroterra, agricoltura e politiche della montagna, ha mostrato interessamento per il problema, ricordando che si estende anche a regioni come Lazio, Toscana ed Emilia Romagna. “Chiederemo alla Regione aggiornamenti sullo stato della lotta al cinipide – ha promesso – anche se dalle informazioni occorreranno circa 3-4 anni per vedere gli effetti degli interventi finora effettuati, in particolare il rilascio di parassiti antagonisti che sembrano avere buone possibilità di successo”.