Calcio, la Sampdoria saluta la serie A con una sconfitta a Roma - Genova 24
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Calcio, la Sampdoria saluta la serie A con una sconfitta a Roma

daniele mannini

Genova. Si chiude il campionato, in maniera mesta, con una propaggine che è parsa tanto inutile quanto il continuo rimuginare su quanto sarebbe potuta essere elettrizzante se e solo se … sarebbe bastata la vittoria blucerchiata con il Palermo di domenica scorsa, per dare vitalità a questi ultimi novanta minuti. Certo, il gioco dei se e dei ma non si conclude qui, sarebbe stato intrigante anche lo scontro a distanze tra le romane come pendolo della salvezza, se e solo se …

Gli ultimi mesti novanta minuti, con la cappa della retrocessione già sanzionata per la compagine genovese, sono stati tanto inutili quanto divertenti. La federazione e le televisioni hanno provato a rendere il tutto sensato, cercando di convincere che Lazio e Udinese da una parte (impegnate rispettivamente a Lecce e in casa contro il Milan) e Juventus e Roma dall’altra si stessero giocando davvero qualcosa. Le prime la Champions, le seconde l’Europa League. Invece, era tutto scontato e così è andata.

La cosa sorprendente è che la Sampdoria depressa, retrocessa, dileggiata, che in settimana si è potuta allenare poco e niente, si è presentata all’Olimpico non solo con la testa libera, ma anche alta, con tranquillità e, sorpresa delle sorprese, si è giocata alla pari la partita con una Roma forse svogliata, ma non distratta.

Il 4-4-2 presentato da Cavasin alla sua ultima in blucerchiato (e, senza volergli portare male, chissà quando ritroverà una panchina), Da Costa in porta, Zauri, Volta, Martinez, Ziegler la linea difensiva, Mannini, Palombo, Tissone, Lacko, la linea dei centrocampisti, Pozzi e Biabiany punte. La Roma tiene il gioco in mano, la Sampdoria risponde puntigliosa, attenta, dinamica e trova il gol al 26’: tiro dalla distanza di Ziegler, respinta di Lobont e Mannini (l’uomo del gol speranza nel finale contro il Brescia), ribatte in rete. Ci mette poco la Roma a trovare il pareggio con Totti, ma ciò non significa che nel frattempo la Sampdoria perda totalmente lucidità.

Si chiude così il primo tempo sull’1 a 1, con l’amara consapevolezza che quella Sampdoria tesa, incapace di reagire, nervosa, mai sciolta nel gioco, lontana dalla porta, vista nelle ultime terribile giornate di campionato fosse soprattutto una questione di testa, il braccino del tennista lo si chiama talvolta, “una paura fottuta” direbbe la traduzione non elegante di qualche film americano.

La ripresa vede le due formazioni immutate e si apre con una formidabile punizione del capitano Angelo Palombo che dai 40’ metri ha severamente impegnato Lobont.

La Roma poi stringe i tempi per non incorrere in pericoli inutili. Al 25’ trova il gol del vantaggio con Vucinic. Buffo notare che nello stesso momento segna anche Lucarelli del Napoli contro la Juventus a Torino. Quasi come se la Sampdoria avesse voluto sancire ulteriormente anche il contemporaneo fallimento di Del Neri, con il quale l’anno passato aveva costruito il capolavoro proprio a Roma, con quell’epica vittoria all’Olimpico con una doppietta di Pazzini.

Dopo questo 2 a 1 Cavasin trova il coraggio che non ha avuto in queste settimane e mette dentro Guberti al posto dell’autore del gol Mannini e qualche minuto dop Koman al posto di Zauri. E a quel punto la Roma dilaga: altra punizione da distanza abissale, questa volta calciata dal capitano romanista, respinge Da Costa e Borriello mette dentro il 3 a 1.

A quel punto si è aspettato solo il fischio finale.

Bastava un punto sia all’Udinese, sia alla Roma, ed entrambe lo hanno ottenuto. La federazione ha fatto di tutto per far sì che quest’ultima giornata di campionato potesse essere interessante e forse c’è riuscita nonostante sia stato tutto scontato. La Sampdoria avrebbe preferito essere protagonista di questi novanta minuti, protagonista di questo campionato, si ritroverà invece a lottare su campi aridi, difficili, insidiosi. Non sarà facile.