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Cronaca

Vittorio Arrigoni è stato ammazzato: soffocato dai rapitori

E’ stato tutto inutile e la corsa per la salvezza di Vittorio Arrigoni, l’attivista pacifista, volontario dell’International solidarity movement, da anni impegnato sulla striscia di Gaza per difendere la causa palestinese, si è conclusa in tragedia. Rapito da un gruppo jihadista salafita ieri mattina, è stato ucciso e il suo corpo ritrovato oggi dalle forze di sicurezza all’interno di una casa abbandonata.

Anche il capoluogo ligure, ieri, alla notizia del sequestro a cui era seguito un inquietante video su Youtube, si era mobilitato, lanciando un appello, pubblicato anche da Don Gallo nella sua pagina di Facebook. “Da questa mattina alle 10, Vittorio Arrigoni è ostaggio, probabilmente di una organizzazione salafita che chiede al governo di Gaza di Hamas il rilascio di 30 prigionieri. In un filmato su youtube, i sequestratori lanciano un ultimatum di 30 ore al governo di Hamas. Lo accusano di diffondere i ‘vizi occidentali’. Lui che sta spendendo la sua vita per la causa del popolo palestinese”, questo l’incipit del messaggio, seguito da una forte richiesta: “Pretendiamo che i governi italiano e di Gaza lavorino per una veloce e positiva conclusione della situazione. Pretendiamo che Vik sia liberato subito”.

Oggi in piazza De Ferrari era fissato un appuntamento per fare sentire a Vik che non era solo, purtroppo, però, la sua vita, spesa per difendere una causa in cui credeva, è stata stroncata. A darne notizia Yiab Hussein, portavoce del ministero dell’Interno del “governo” di Hamas a Gaza.

Secondo la polizia, Arrigoni è stato soffocato tre ore dopo essere stato rapito. Due uomini sono stati arrestati e un terzo, riuscito a fuggire mentre le forze di Hamas facevano irruzione nella casa, è attualmente ricercato. La Farnesina esprime “forte sgomento per il barbaro assassinio” nella nota in cui conferma il decesso di Arrigoni, diffusa attraverso il proprio Consolato Generale a Gerusalemme. Il corpo di Arrigoni, riferisce la nota, è stato da poco riconosciuto presso l’obitorio dello Shifa Hospital a Gaza City.

Esprimendo il più sincero cordoglio alla famiglia del connazionale, il ministero degli Esteri “condanna nei termini più fermi il vile e irragionevole gesto di violenza da parte di estremisti indifferenti al valore della vita umana compiuto ai danni di una persona innocente che si trovava da tempo in quella zona per seguire da vicino e raccontare con forte impegno personale la situazione dei palestinesi della striscia di Gaza”. L’International Solidarity Movement (Ism), il gruppo cui faceva parte Arrigoni, si è detto “scioccato e profondamente rattristato per l’uccisione del nostro amico e collega”. Il sito web dell’organizzazione mostra in apertura la foto del 36enne pacifista che dal 2008 viveva a Gaza e nella breve dichiarazione si legge che “Vik è stato un attivista ispiratore e anima generosa. Per favore, tenete nei vostri pensieri la sua famiglia e i suoi amici”