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Cronaca

Vesco e Basso alla minoranza: “Si trincerano dietro al Cie per non ammettere il fallimento”

Regione. Una critica, anche piuttosto forte, è partita in consiglio regionale dall’assessore Enrico Vesco, che si è espresso in merito alle iniziative di chi fomenta rivolte nei territori in cui dovrebbero essere ospitati gli immigrati e anche a proposito dell’eventuale creazione di un Cie in Liguria.

“La Legge, impugnata dal Governo con un atto fortemente politico che ha portato la Corte Costituzionale all’abrogazione, non c’è più. Per me veva un valore politico che confermo, essendo stato uno degli ispiratori, ma oggi mi pare che il problema non sussista. La creazione dei Cie è una prerogativa esclusiva del ministero degli Interni, che la attua in accordo con il ministero del Tesoro e quello del Welfare. Se ritengono di doverlo farlo in liguria che lo facciano, ma mi sembra che si trincerino dietro questa scusa per non ammettere il fallimento complessivo nella gestione nazionale dell’emergenza profughi. Per molto tempo hanno demonizzato l’arrivo degli immigrati e fomentato la paura. Adesso devono gestire questa emergenza”.

A questo punto è arrivata la stoccata nei confronti di chi, secondo vesco, continua a fomentare la rivolta. “Noi accogliamo i profughi su ordine tassativo del Governo, anche nei numeri, e quindi mi sembra paradossale che la minoranza locale vada a fomentare rivolte nei territori dove dobbiamo sistemare le persone – conclude l’assessore – Credo si tratti di una scelta da respingere, sulla quale aprire anche un confronto politico, però serio”.

In merito all’eventuale creazione di un Cie anche in Liguria, richiesto dall’opposizione, anche Lorenzo Basso, capogruppo del Pd, è stato chiaro: “E’ un falso problema perché ormai abbiamo visto che la legge Bossi-Fini è stata deludente e non è servita né a contenere l’immigrazione, né a permettere l’identificazione”.

“Noi siamo assolutamente convinti che servano accoglienza e umanità e nello stesso tempo una legge che regoli e gestisca il flusso. Quello che è mancato, infatti, non sono stati i centri di identificazione ed espulsione, visto che in Italia ne abbiamo molti che non sono riusciti a contenere il disagio, ma un Governo che sappia davvero gestire l’emergenza”.