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Ronco Scrivia, prosegue la battaglia per centro di primo intervento: mozione firmata all’unanimità

Ronco Scrivia. Ribadire la necessità che venga riconosciuta alla Valle Scrivia una rete di gestione dell’emergenza, ritenere opportuno e necessario garantire la riapertura del presidio ospedaliero “Luigi Frugone”, fornendo in tale struttura una risposta di continuità assistenziale alla gestione post-acuta delle patologie, almeno alla popolazione anziana, oltre a ribadire la necessità di garantire la realizzazione di una piastra ambulatoriale o di una Casa o di un Palazzo della Salute che sia, in grado di fornire servizi accentrati in un’unica sede, quali il Centro Prelievi, il servizio di salute mentale, il servizio di igiene e sanità pubblica, il servizio consultoriale.

Sono i punti fondamentali della mozione presentata su proposta della minoranza ieri sera in consiglio comunale e votata all’unanimità. “E’ un argomento di cui si discute ormai da 15 anni – afferma il sindaco di Ronco Scrivia Simone Franceschi – e anche se il Comune non ha le competenze per la gestione dell’emergenza è necessario avere risposte importanti e credo che ci sia bisogno dell’intervento di tutte le amministrazioni presenti in Valle Scrivia”.

La mozione, infatti, è stata presentata in cinque consigli comunali, Isola del Cantone e Casella paiono intenzionate a raggiungere l’intesa, come è successo a Ronco. “La linea di tutti – prosegue Franceschi – deve essere quella di continuare a tenere i servizi minimi garantiti. Se le più grandi responsabilità sono di Regione Liguria e Asl3 le amministrazioni hanno però la colpa di non aver combattuto assieme per un pezzettino in più, e aver perso sempre qualcosa in meno. C’è bisogno di un reparto specialistico, pensiamo soprattutto agli anziani che devono viaggiare anche solo per una visita o un controllo. Assurdo”.

Nella mozione si chiede che venga garantita o la presenza di un’automedica, o la riapertura del primo intervento, una struttura che possa stabilizzare i pazienti in situazioni di emergenza, nonchè gestire piccole criticità come i codici bianchi. E’ inoltre necessario garantire la realizzazione di una piastra ambulatoriale o di una Casa della Salute in grado di fornire servizi accentrati in un’unica sede, quali il Cup, il Centro Prelievi, il servizio di salute mentale, il servizio di igiene e sanità pubblica, il servizio consultoriale, nonché ambulatori con gli accessi specialistici quali odontoiatria, urologia, neurologia, oncologia, dermatologia, oculistica, cardiologia.

“Sono stato contestato come sindaco – spiega Franceschi – per non aver firmato il telegramma di protesta contro la chiusura del primo intervento, vorrei far capire che l’ho fatto per dimostrare che è importante essere uniti non solo quando si attacca ma anche quando si vuole costruire qualcosa, è necessario fare proposte percorribili”.