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Cronaca

Regione, abolizione comunità montane: dibattito in consiglio

Regione. Oggi in Consiglio Regionale è stata approvata la legge con cui la Regione decide di far cessare di esistere le Comunità Montane ed i Consigli Deleghe in Agricoltura.

Molte le perplessità avanzate in Aula sul testo dal Gruppo Consigliare della Lega Nord con i Consiglieri regionali Rixi e Torterolo. In particolare ci si domanda se ci saranno dei disservizi per i cittadini dell’entroterra nel passaggio da Comunità Montana ad “Unione di Comuni”. Unica soddisfazione l’approvazione di un emendamento che impone alla Regione di istituire degli “Sportelli per il Territorio”. Secondo Edoardo Rixi, Capogruppo della Lega Nord in Regione Liguria, “Con il nostro emendamento abbiamo voluto garantire che le piccole imprese, gli artigiani ed i cittadini in generale non siano lasciati a loro stessi o non debbano recarsi ogni volta a Genova per conoscere e gestire le pratiche che fino ad oggi erano di competenza degli enti soppressi.

Ezio Chiesa (Gruppo Misto), Marco Limoncini (Udc) e Armando Ezio Capurro e Massimo Donzella (Noi con Claudio Burlando) hanno presentato oggi in consiglio regionale un ordine del giorno collegato alla legge che riguarda l’abolizione delle Comunità Montane.

I quattro consiglieri impegnano la giunta soprattutto su una serie di tematiche che l’abolizione dell’ente rischia di aggravare. Il l prossimo 30 aprile, infatti, a causa dei continui tagli ai trasferimenti da parte del Governo, e dell’azzeramento a favore delle Comunità Montane, le stesse saranno soppresse. Il venir meno dei suddetti Enti provocherà disagi ai piccoli Comuni che le costituivano, con la contrazione degli investimenti a favore dei territori svantaggiati e la conseguente diminuzione dei servizi erogati ai residenti.

“Diventa pertanto indispensabile – affermano Chiesa, Limoncini, Capurro e Donzella – prevedere sia in fase di assestamento di bilancio che di stesura del prossimo Documento di Programmazione Finanziaria e dei conseguenti Bilanci lo stanziamento di fondi a favore dei Comuni montani e parzialmente montani, in particolare con riguardo a: finanziare adeguatamente la legge 18/94; attivare vantaggi fiscali in particolare identificabili nella riduzione del costo del bollo auto a favore di quanti risiedono nei territori privi di adeguato trasporto pubblico locale; incentivare con strumenti finanziari le imprese attraverso la riduzione dei carichi fiscali; proporre al Governo anche in sede di Conferenza Stato – Regioni, a seguito del passaggio al digitale terrestre (switch off), di esonerare dal pagamento canone RAI per la durata di un anno e individuare misure finanziarie a sostegno dell’installazione di infrastrutture necessarie per evitare l’oscuramento televisivo e ridurre il digital divide”

“Purtroppo i tagli ai trasferimenti previsti dal Governo con la manovra correttiva del luglio 2010, (legge 122/2010), ha costretto la Regione Liguria a definanziare importanti leggi quali la 18/1994 (Piano degli interventi) e ridurre considerevolmente la 14/1996 (viabilità minore), che finanziavano, significativamente nei piccoli comuni montani rilevanti interventi sulle reti viarie collinari, nel ciclo idrico, sul patrimonio edilizio comunale e scolastico

“Ad oggi il mancato finanziamento di alcune leggi – concludono i consiglieri regionali – ha fermato lo sviluppo e gli investimenti e la realizzazione di significative opere, poiché l’unico strumento di aiuto per le realtà montane e parzialmente montane ad oggi è rappresentato dal Piano di Sviluppo rurale (Psr), che tuttavia non soddisfa appieno le esigenza di tali comunità”.

“Siamo molto preoccupati per il destino dell’entroterra ligure perchè temiamo che con questa legge si corra il rischio di dimenticare e penalizzare l’entroterra – ha dichiarato Marco Scajola – sono stati presentati al nostro gruppo, Popolo della Libertà, diversi emendamenti che provenivano dal territorio, emendamenti fatti e pensati per dare un contributo costruttivo e migliorativo del provvedimento”.

“Purtroppo dobbiamo rilevare da parte della Giunta una certa chiusura nel voler approvare elementi migliorativi – ha aggiungo l’esponente del Pdl – che avrebbero dato maggiori garanzie ai sindaci dell’entroterra che rischiano tra poche settimane di trovarsi in gravi difficoltà nel gestire e superare la fase del post comunità montane”.

“L’amministrazione Burlando nel suo primo mandato avrebbe avuto tutto il tempo per lavorare ad un disegno di legge fatto bene e utile al territorio e avrebbe potuto meglio gestire questa fase transitoria. E’ dal 2007, dal Governo Prodi, che il centro sinistra parlano del fatto che le comunità montane dovevano essere superate. L’immobilismo del centro sinistra su questo tema ha fatto si che si arrivasse in questi ultimi mesi a dover dar vita ad una legge che rischia di non essere utile al territorio ma di alimentare lo stato di confusione”, ha concluso Marco Scajola.

“Purtroppo – ha precisato il collega Gino Garibaldi, consigliere regionale Pdl- dobbiamo prendere atto che anche questa volta la Giunta di sinistra che governa la Regione non ha saputo ben gestire il percorso, perdendo anche la possibilità di usufruire di ingenti finanziamenti che il governo ha destinato in questi anni per favorire l’Unione dei Comuni, e propone oggi un provvedimento che non è in grado di dare quelle risposte che i territori montani già fortemente penalizzati, necessitano”.

“Sembra che, anche a causa della celerità con la quale è stata gestita questa operazione a livello regionale, la giunta voglia chiudere questi enti per fare cassa e risparmiare quelle risorse a discapito dei territori montani che invece l’amministrazione regionale ligure, proprio per la morfologia del nostro territorio, dovrebbe destinare”, ha concluso Gino Garibaldi.

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