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Referendum acqua, legittimo impedimento e nucleare: la posizione del Pd ligure

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Liguria. A un mese e mezzo dal referendum del 12 e 13 giugno su acqua, legittimo impedimento e nucleare, in forse dopo la recente posizione del Governo che ha decretato lo stop alla costruzione di nuovi impianti, il Pd ligure scende in campo assicurando un “Sì convinto” alle questioni referendarie.

“Il Partito Democratico non ha promosso referendum – si legge nel documento approvato ieri sera nella direzione regionale – perché ritiene fondamentale e urgente una profonda revisione di questo istituto, logorato negli anni dal mancato raggiungimento del quorum, che si conferma da 16 anni e per 24 quesiti. Ciò nonostante l’attuale campagna referendaria costituisce un’occasione di dibattito diffuso su temi molto sentiti dalla pubblica opinione e in particolare dagli elettori del centrosinistra e del Partito Democratico”. Anche il PD della Liguria vuole quindi contribuire per sostenere il SÌ ai referendum, a tutti i livelli e con tutti gli strumenti di cui dispone”.

Per quanto riguarda l’acqua pubblica “Il PD è impegnato a sostenere la partecipazione alla consultazione referendaria invitando a votare SÌ ai due quesiti sull’acqua pubblica, con l’obiettivo di fermare la privatizzazione forzata imposta dal governo e rilanciare la battaglia per una riforma organica del settore idrico, che abbia al centro i principi ispiratori della proposta di legge presentata dal Partito Democratico, in cui spiccano la natura di bene pubblico della risorsa acqua e il controllo pubblico sulle gestioni attraverso l’istituzione di un’autorità nazionale indipendente di regolazione; il ruolo fondamentale degli Enti locali nelle scelte di affidamento del servizio idrico integrato.

“La legge sul legittimo impedimento – è la posizione del Pd ligure – rappresenta uno degli esempi più limpidi di leggi ad personam, votare SÌ al referendum significa esprimersi a favore dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e contro ogni legge ad personam”.

Sul nucleare invece il Pd ha una sua visione: “Al netto dell’ignobile teatrino messo in campo da questo Governo per eludere il referendum sul nucleare, il Partito Democratico si è sempre chiaramente espresso in maniera contraria al piano sul nucleare del governo Berlusconi. Dicendo no ad un piano nucleare non più al passo con i tempi il PD non intende tuttavia uscire dalla ricerca in campo nucleare, in quanto innovazione e progresso scientifico sono sempre elementi di sviluppo e traino per il Paese.Altri Paesi, che in passato hanno scommesso pesantemente sul nucleare, stanno peraltro ripensando profondamente l’approccio soprattutto in relazione alle opportunità – forse maggiori – che efficaci politiche di stimolo all’efficienza energetica e alla produzione da fonti rinnovabili possono innescare”.