Quantcast
Cronaca

Profughi, l’odissea di Taoufik: “Voglio raggiungere mio fratello a Parma”

Rezzoaglio (Genova). “Ho visto i miei amici morire cadendo dalla barca in mare. Cosa dovevamo fare? Non potevamo fermarci. Sono morti lo so, non si sopravvive tanto in mare”.
Questo il tragico racconto di Taoufik el Bahra, 27 anni arrivato questa mattina a Rezzoaglio, nell’entroterra di Chiavari.

Taoufik fa parte dei 30 tunisini provenienti dal centro di prima accoglienza di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) arrivati questa mattina in Val d’Aveto, dove sono stati accolti in un albergo.
“Perché sono venuto via dalla Tunisia? Perché non ci sono soldi e, quindi, non c’é lavoro. Io voglio lavorare, voglio creare e per questo voglio andare a Parma – spiega il tunisino.

“Faccio il decoratore d’interni – continua il 27enne – Voglio andare a Parma perché li mio fratello è riuscito a farsi una vita, una famiglia”.

Tra i pochi ad essere sbarcato in Italia per restarci, Taoufik ha intrapreso un lungo viaggio. In barca fino a Lampedusa, poi in treno fino a Caserta e in pullman fino a Rezzoaglio.
Anche lui era sui due bus provenienti dalla Campania, scortati da due gazzelle dei carabinieri. In albergo, i militari hanno distribuito i permessi di viaggio e i permessi di soggiorno temporaneo che dovrebbero consentire ai migranti di raggiungere la Francia. Ma Taoufik, potrà restare in Italia e abbracciare suo fratello?