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Ospedale Villa Scassi, interrogazione Pdl: “Garantire il rispetto delle Linee Guida dettate dal Ministero”

Regione. “Garantire le condizioni adeguate affinchè i cittadini non corrano alcun rischio nel momento in cui vengono sottoposti ad interventi operatori al Villa Scassi”, questo dichiarano i due esponenti del Pdl in Regione Matteo Rosso, capogruppo, e Luigi Morgillo, Vice Presidente del Consiglio regionale che annunciano sulla questione la presentazione di un’interrogazione urgente.

Rosso e Morgillo precisano “è giunta a nostre mani una segnalazione proveniente da operatori sanitari che ci ha molto preoccupati perché mette in evidenza il fatto che a seguito della chiusura dell’ospedale di Recco ed il relativo spostamento al Villa Scassi di due strutture complesse si è creato un problema spinoso per quanto concerne le sale operatorie del nosocomio”.

I due esponenti del Popolo della Libertà spiegano che dalla nota a loro pervenuta si evince chiaramente che nel Blocco Operatorio 6/3 (urologia e Day Surgery Multidisciplinare) sono state aggiunte le sedute operatorie di oculistica “questo potrebbe avere conseguenze pesanti per i pazienti perché“mischiare queste due chirurgie, che in gergo vengono definite ‘sporca’ e ‘pulita’, aumenta il rischio per i pazienti di oculistica di contrarre infezioni crociate che possono determinare danni permanenti del campo visivo”.

“L’aspetto che aggrava tutta la vicenda – continuano Rosso e Morgillo – è il fatto che nella risposta che l’Asl 3 ha fatto pervenire agli operatori sanitari che hanno chiesto precisazioni in merito alla decisione di accorpare le attività del blocco operatorio del Villa Scassi l’azienda sanitaria genovese ha scaricato ogni responsabilità sugli operatori”.

Una situazione incresciosa, secondo i due consiglieri, che hanno chiesto la verifica immediata da parte della Giunta regionale “ vogliamo che sia garantito il rispetto delle Linee Guida dettate dal Ministero della Salute in materia di “standard di sicurezza ed igiene del lavoro nel reparto operatorio – dicono Rosso e Morgillo che concludono – L’obbiettivo del documento del Ministero è “di assicurare in tutte le possibili condizioni in cui si possa espletare l’attività chirurgica che comporti l’emergere di situazioni di rischio, un livello adeguato di gestione organizzativa che si possa avvalere di supporti tecnologici – strutturali congrui ai bisogni di assistenza dell’operando in un contesto che non esponga gli operatori ai rischi professionali. Ecco noi chiediamo che queste invece queste indicazioni vengano rispettate al massimo nell’esclusivo ed unico interesse del paziente”.