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Cronaca

Omicidio Nada Cella: a “Chi l’ha visto” ricostruzione e testimonianze del delitto

Chiavari. Una ricostruzione di quanto accaduto in quel lontano maggio del 1996, quando la giovane Nada Cella venne uccisa a Chivari, testimonianze contrastanti e il mistero del floppy disc.

Su questo si è concentrata la puntata di ieri sera della trasmissione “Chi l’ha visto” andata in onda su Rai Tre, dopo la notiza della riapertura delle indagini.

Principale indiziato per quel delitto, e poi scagionato, era stato Marco Soracco il commercialista per cui lavorava la vittima, trovata morta proprio nel suo studio.

La madre del commercialista, Marisa Bacchioni, ha parlato del floppy disc affermando che due giorni prima dell’omicidio Nada Cella si era presentata allo studio di sabato mattina per lavorare, per poi uscire con un floppy nella borsa che non è mai stato ritrovato. Gli inquirenti all’epoca avevano anche scoperto che qualcuno era stato nello studio prima di Nada, accendendo il computer intorno alle ore 8. Una donna che viveva nel palazzo in via Marsala ha testimoniato di aver sentito alcuni movimenti sulle scale, mentre un’altra diceva di aver sentito sbattere il portone, quindi da dove provenisse l’omicida non è ancora stato chiarito.

Inoltre si parla di una nuova traccia di sangue e un capello bianco ritrovato sul luogo del delitto, i due indizi che hanno fatto riaprire il caso. Si spera che le nuove tecnologie possano portare a novità e che si possa svelare il mistero della morte di Nada.

Venerdì si occuperanno del delitto anche gli autori di “Quarto grado” condotta da Salvo Sottile su Rete Quattro.

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