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Nuovo regolamento per tutela animali: i commenti del presidente della Lega per la Difesa del Cane

Genova. “Il nuovo regolamento per la tutela e il benessere degli animali in città è un mirabile tentativo di migliorare le condizioni degli animali che vivono nel comune di Genova, con particolare attenzione ai pets, ma con riguardo anche alla fauna selvatica, stanziale e migratoria, attraverso una combinazione sinergica tra interventi di bonifica strutturale, campagne di sensibilizzazione bioetica e di formazione etologica e prescrizioni a tutela della vivibilità della fauna urbana”. A dirlo è Pier Luigi Castelli, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane (Sezione di Genova).

“Di particolare rilievo il ribadito ed essenziale divieto di separare i cuccioli dalla madre prima del periodo necessario per la costruzione ontogenetica del soggetto, grazie alla quale riceve l’impregnazione di specie e la competenza comunicativa con i conspecifici, oltre a permettere la normale confidenza esplorativa che consente un corretto sviluppo cognitivo – spiega Castelli – Troppe malattie comportamentali hanno questo evento drammatico della sottrazione precoce dalla cure materne come comune denominatore etiologico che, oltre a causare incommensurabili danni immediati agli animali, si configura come fattore di incidenza di un nutrito numero di abbandoni al canile comunale con aumento della spesa pubblica”.

Il presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane saluta in modo altrettanto positivo il divieto di tenere permanentemente animali su balconi o terrazzi senza possibilità di accesso all’interno dell’abitazione, non già solo per una garanzia di calore e controllo, ma soprattutto per permettere loro, con particolare riguardo ai cani, la cui alta socialità è nota, una condivisione esistenziale con la propria famiglia adottiva. “Troppo spesso le guardie zoofile hanno dovuto scontrarsi con realtà del genere – spiega – dove cani esiliati in modo permanente su balconi o comunque in solitudine, con conclamati disturbi da stress che vanno dall’esibizione di stereotipie alla depressione cronica, per i quali fino ad ora non c’era un mezzo cautelativo”.

Un ulteriore fattore positivo è il frequente richiamo ai dettati etologici, non solo fisici, nell’indicizzazione del livello di benessere/malessere, quindi la proibizione di tutte quelle forme coercitive stressogene, dai collari elettronici a quelli a strozzo con punte interne, fino agli eccessi addestrativi.

“Carente invece l’articolo che norma nominalmente il divieto di accattonaggio con gli animali, per finire invece con il permetterlo, fatto salvo per il coinvolgimento dei cuccioli, laddove sarebbe stato certamente risolutivo vietarlo globalmente, perché comunque la presenza di un animale ha di fatto, anche se del tutto implicitamente, l’effetto di un’operazione di marketing, anche se non ha un ruolo attivo nella pratica dell’accattonaggio”, continua Castelli.

“Ottima invece la costituzione del Comitato Scientifico, anche se disapprovo la mancanza di un membro dell’Istituto Italiano di Bioetica il cui Direttore Scientifico è la professoressa Battaglia, e approvo la sua futura collaborazione con l’Osservatorio Regionale che finalmente forse vedremo all’opera per più di uno, due giorni l’anno, ossia per il tempo necessario per la valutazione dell’erogazione dei finanziamenti regionali ai vari progetti, per quanto previsto dalla legge”.

“Di nuovo positivo l’articolo 14, riguardante la buona tenuta dell’animale che prevede, nel caso del cane, la responsabilità verso eventuali cucciolate con una comunicazione scritta all’Ufficio Tutela Animali entro 30 giorni dalla nascita, un ulteriore tentativo di combattere il randagismo – conclude il veterinario – Infine positivo anche il divieto di un’eccessiva concentrazione di cani e gatti che, sebbene sia ancora troppo elevata, tenta parzialmente di limitare situazioni di sovrappopolazione che spesso finiscono per essere forme di maltrattamento etologico, perché ovviamente la qualità dell’accoglienza è inversamente proporzionale alla quantità degli accolti”.