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Economia

Nasce il “Tavolo Blu”: per la tutela della pesca, l’ambiente e i pescatori della Liguria

Regione. Si chiama “Tavolo Blu” e servirà per sostenere e promuovere la pesca e l’acquacoltura, la tutela e la conservazione delle risorse del mare in Liguria.

L’intesa, è stata firmata oggi in Regione dagli assessori all’Ambiente e alla Pesca, Renata Briano e Giovanni Barbagallo e dalle Associazioni professionali del settore pesca e acquacoltura, tra le quali Associazione Generale delle Cooperative italiane, Confederazione Cooperative italiane – Federcopesca, Lega Ligure Cooperative e Mutue-Lega Pesca.

“La pesca in Italia è molto in crisi, c’è una diminuzione di addetti e del pescato a tutti i livelli – ha spiegato Barbagallo –  La Liguria ha avuto una grossa emorragia ma è un settore molto importante. Bisogna pensare che in Italia si importa oltre il 60% del pesce che si consuma quindi è un settore che potrebbe dare una risposta importante anche alla bilancia dei pagamenti. Noi lo consideriamo un settore strategico e con questo tavolo cerchiamo di renderlo compatibile con l’ambiente e la tutela del mare. Ecco perché lo abbiamo fatto insieme al centro di Biologia Marina, all’Università e all’Osservatorio del Mare che rappresenta il sistema camerale, le Associazioni di categorie e la Capitaneria di Porto”.

Il tavolo servirà anche a tutelare la redditività dei pescatori rispondendo alle loro necessità e salvaguardando il settore della pesca, fondamentale per l’economia della Liguria.

“Dietro ogni barca che va a pescare  ci sono delle famiglie e chi deve mantenere un livello di vita – continua Barbagallo – . Dobbiamo restituire la redditività ai pescatori e allo stesso tempo rispettare l’ambiente e le normative. Nel caso delle pesche speciali siamo in attesa di una risposta definitiva per il rossetto e il cicciarello”.

“Vogliamo condividere delle politiche per aiutare il settore della pesca e l’ambiente come sistema marino – ha spiegato la Briano – . Bisogna tutelare il nostro patrimonio e questo tavolo servirà a condividere tutte le scelte che faremo. Oggi abbiamo discusso anche la mia nuova delega sull’altra economia – continua l’assessore all’Ambiente –  Dobbiamo coniugare alcuni obiettivi, tra i quali quello di andare verso un’educazione dei consumatori e verso lo sviluppo di una filiera corta.  Occorre sviluppare una coscienza in tutti noi  – conclude la Briano – per capire che è molto meglio consumare il pesce della Liguria, magari anche quello meno conosciuto che però fa parte del nostro mare, anziché altri che vengono da paesi molto lontani come il pangasio del Vietnam o altri pesci dell’oceano atlantico o del Nord Europa. Lo slogan potrebbe essere “Più sugarelli e meno pangasi”.