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Politica

Municipio Centro Est a rischio commissariamento, questa sera il verdetto

Genova. Un Municipio sull’orlo del commissariamento. La prima delegazione genovese del Centro Est, la più grande in termini di estensione, alla vigilia dell’importante consiglio che questa sera procederà all’elezione del “nuovo” presidente, si presenta, in teoria, politicamente spaccata a metà, a quasi quattro anni dalle amministrative che avevano portato il centrodestra, Udc compresa, alla vittoria, e dopo mesi di colpi incrociati e lotte intestine in seno alla maggioranza.

Dalle dimissioni del presidente Aldo Siri (Lista Biasotti) all’elezione di Enrico Cimaschi (ex Lista Biasotti, ora Gruppo Misto) al nuovo appuntamento per stabilire le sorti del Municipio, il cammino è stato lastricato da colpi di scena, cambi di casacca e paventati ribaltoni. Stasera, dopo che Cimaschi è stato eletto, poi sfiduciato quattro volte e a distanza di otto mesi non è riuscito a creare una Giunta, le coalizioni di centrodestra e centrosinistra presenteranno ognuna il loro candidato: nuovamente Enrico Cimaschi per la maggioranza e Michele Razeti per l’opposizione. A sentire gli umori, su entrambi sembra pendere un sostanziale pareggio: 12 voti ciascuno dai due schieramenti, dal momento che l’Udc e i due suoi consiglieri sono passati al centrosinistra. In caso di pareggio l’unica via per sbloccare lo stallo sarà però il commissariamento. A meno che, stasera, qualcuno non decida di cambiare i giochi.

“Se non sarà pareggio – commenta Luciano Maria Gandini, capogruppo Pdl – vuol dire che ci sono stati accordi sotto banco e per l’ennesima volta in questa tragicommedia prevarrà l’interesse personale su quello politico di coalizione. Ho provato a creare un accordo trasparente per arrivare a fine mandato ma è stato bollato come un inciucio e bloccato da Bornacin e dalla sindaco Vincenzi. Stasera andrà in scena l’ennesima puntata di questa commedia, figlia di una evidente crisi della classe dirigente, dilaniata da personalismi e capricci”.

Di altro avviso Giuliano Bellezza, capogruppo Pd, per cui il pareggio sarebbe “un suicidio” per il Municipio stesso, già da quasi un anno “senza governo con conseguente sperpero di denaro pubblico”. La ricandidatura di Cimaschi secondo il capogruppo del Pd “è assurda, dal momento che i suoi alleati l’hanno già bocciato quattro volte. Vien da pensare che ci sia una volontà di sciogliere il Municipio per qualche accordo al di fuori di esso. Noi non abbiamo fatto campagna acquisti, ma se stasera venisse eletto Razeti faremo un percorso con la maggioranza almeno sulle alcune linee guida”.

Tranchant invece il commento di Aldo Siri, ex presidente del Municipio e fautore dell’elezione del “traditore” Cimaschi, suo ex collega di partito: “La Lista Biasotti aveva proposto una riunione di tutti i 14 consiglieri di maggioranza per trovare un candidato che potesse assumersi questo impegno con serietà e a tempo pieno, Bornacin non ha voluto e Cimaschi è stato ripresentato. A questo punto, seppure ingoiando rospi e fiele, io e Pellerano voteremo per lui, per senso di coerenza e responsabilità. Saranno gli elettori alle prossime elezioni a fare giustizia”.