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Legambiente, Trofeo Tartaruga: sul podio le bici, maglia nera all’auto

Genova. Le Bici si confermano i mezzi più veloci, ecologici ed economici per muoversi nel campoluogo ligure. Sono infatti, la bici intermodale, la bici classica e quella elettrica a tagliare per prime il traguardo, percorrendo circa 6 km, rispettivamente in 19 e 24 minuti. Il motorino arriva a destinazione dopo 29 minuti, seguita a ruota dall’auto condivisa del car sharing e dal taxi.

L’autobus (utilizzando il n.13 da Staglieno fino a stazione Brignole e da Brignole alla Stazione Principe il n. 20), ha raggiunto l’arrivo in 45 minuti, percorrendo il 90% della corsa in corsia preferenziale e rallentando nei punti dove si è trovato a condividere la corsia con le automobili. All’automobile privata la maglia nera per il peggior tempo che ha tagliato il traguardo dopo 50 minuti. Premio speciale al pedone per essere arrivato dopo soli 18 minuti rispetto dall’auto privata, percorrendo il tragitto in 68 minuti.

“La classifica del Trofeo Tartaruga di oggi dimostra, ancora una volta, che l’automobile privata si rivela il mezzo meno adeguato per spostarsi in città – dichiara Santo Grammatico, coordinatore generale Legambiente Liguria – sia in termini economici che di emissioni di anidre carbonica in atmosfera. I mezzi a basso impatto, come le biciclette, risultano invece più efficaci e amiche dell’ambiente. Nella città di Genova da sempre ci si trincera dietro le problematicità orografiche legate al territorio, un alibi che negli anni non ha portato a creare le infrastrutture necessarie per un reale sviluppo della mobilità ciclabile. Per queste semplici ragioni quello che chiediamo all’amministrazione comunale – conclude Grammatico – è una maggiore considerazione per la mobilità sostenibile in città con un piano della mobilità che riesca a garantire gli spostamenti dei ciclisti in sicurezza, implementando le corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale.”

Questo è il risultato del Trofeo Tartaruga organizzato questa mattina a Genova dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzato quest’anno con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la collaborazione di ANCI e il contributo di Telecom. Il Treno Verde, in sosta al binario 19 della stazione P. Principe di Genova fino alla mattina del 9 aprile, ha lo scopo di monitorare lo stato dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane, grazie ai rilevamenti del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI, e di sensibilizzare i cittadini su cambiamenti climatici, risparmio energetico e utilizzo delle fonti rinnovabili, attraverso le mostre realizzate a bordo del convoglio ambientalista.

A sfidarsi su un percorso 6 chilometri con partenza alle 8.20 da Piazzale Resasco (Staglieno) per raggiungere il Treno Verde, alcuni volontari del Circolo Legambiente Amici della Bicicletta – Fiab che hanno percorso il tragitto con tre diversi tipi di biciclette, classica, elettrica e intermodale (bici + treno), Simone Farello, assessore al traffico del Comune di Genova ha invece viaggiato in autobus e Marco Silvestri, direttore di Genova Car-sharing che ha tagliato il traguardo con l’automobile condivisa. Mentre i Volontari di Legambiente Liguria hanno preso parte alla gara concorrendo a piedi, in motorino, in taxi e con l’automobile privata.

La speciale gara di Legambiente ha dimostrato anche che le due ruote sono imbattibili per costi ed emissioni di CO2. Ovviamente a zero impatto ambientale e zero spese di viaggio si conferma la bicicletta, ma il risparmio è notevole anche per chi sceglie il mezzo pubblico: un viaggio in autobus di 5,5 chilometri, per il 90% all’interno delle corsie preferenziali, equivale solo all’emissione di 275g di CO2. Risultati impensabili per chi invece è solito spostarsi in automobile.

Il forzato dell’auto, per un viaggio di 6 km, deve spendere infatti circa 6 euro contribuendo all’inquinamento atmosferico di Genova con ben 1200g di CO2, a meno che non si affidi al servizio di car sharing. In questo caso, oltre al risparmio di tempo dovuto a corsie preferenziali e parcheggi riservati, l’automobilista accorto sosterrà una spesa di 3,36 € arrivando al traguardo riducendo le proprie emissioni di CO2 di 790g rispetto all’auto privata, grazie al mezzo ibrido di cui dispone. Il taxi, alla stregua del car sharing, impiega sicuramente meno tempo per raggiungere diversi punti della città grazie all’uso delle corsie preferenziali, ma il costo del servizio aumenta in maniera esponenziale. Una corsa di soli 6 Km infatti, può arrivare a costare alle nostre tasche anche 20 euro, senza considerare i costi per l’ambiente pari a 1200g di CO2 emessi in atmosfera.