Quantcast

Legambiente: “Polveri sottili nei limiti, ma rumore fuori controllo, a rischio le orecchie dei genovesi”

Genova. Polveri sottili nei limiti di legge al centro di Genova, con livelli più alti nelle vie più trafficate, inquinamento acustico sopra i limiti di legge di giorno, mentre i decibel registrati nelle ore notturne non fanno dormire sonni tranquilli.

E’ questo il quadro complessivo emerso a Genova dalle analisi compiute dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzato quest’anno con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la collaborazione di ANCI e il contributo di Telecom, che ha lo scopo di monitorare lo stato d’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane, grazie ai rilevamenti del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Il convoglio ambientalista da più di venti attraversa l’Italia per sensibilizzare i cittadini, sulle nuove possibilità di risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, grazie ad una mostra interattiva, incontri e convegni.

I dati finali relativi alla qualità dell’aria e ai livelli di rumore sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa da Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Simone Farello, assessore al traffico del Comune di Genova, Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria, Enrico Melloni, direttore regionale Liguria Trenitalia, Santo Grammatico, coordinatore generale Legambiente Liguria e Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI.

Le analisi presentate sono il frutto delle 72 ore di monitoraggio effettuato dal laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), posizionato in Corso Sardegna, altezza civico 57, in maniera ininterrotta mercoledì 6, giovedì 7 e venerdì 8 aprile.

Secondo quanto emerso dalle analisi del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI nei tre giorni di campionamento, i valori delle polveri sottili, altamente dannose per la salute dell’uomo, non hanno mai superato il limite giornaliero di 50 mg/m3 come previsto dal D.lgs 155 del 2010. Le medie registrate sono state di 17 mg/m3 per il primo giorno, 27 mg/m3 nel secondo e 38 mg/m3 nel terzo. Valori che restano quindi al di sotto dei parametri di legge, ma che sicuramente non vanno sottovaluti, soprattutto se consideriamo che le medie giornaliere di PM10 hanno subito un aumento progressivo in tutti e tre i giorni presi in esame

I dati ottenuti dalle analisi effettuate dallo staff del Treno Verde con i rilevatori di PM10 Dust Monit, messi a disposizione da Con.Tec, non si discostano molto dal risultato dall’andamento dei tre giorni monitorati dal laboratorio mobile di RFI, rimanendo quasi sempre nei limiti di legge.
Lo strumento fisso, posizionato in via Piacenza, 124 ha rilevato nelle 24 ore tra il 6 e il 7 aprile, 52mg/m3 di cui 19% di PM2,5, unico caso di superamento del limite giornaliero di 50 mg/m3 stabilito dalla legge riscontrato nella tappa genovese, mentre in via Piacenza, 61 nella giornata compresa tra il 7 e l’8 aprile, i dati si sono mantenuti nei limiti di legge con 38 mg/m3 di cui 12% di PM2,5.

“Il rilevamento effettuato – commenta Santo Grammatico Coordinatore di Legambiente Liguria – fa riflettere sulla necessità di rendere più vivibile questa porzione di città. Lo strumento che deve essere utilizzato per ottenere questo obbiettivo deve essere il tram, soluzione trasportistica che accompagna sempre una riqualificazione urbanistica e ambientale, a favore dei cittadini. Questo è quello che ci aspettiamo emerga anche dal percorso partecipativo in atto in Val Bisagno sulla reintroduzione del tram nella nostra città”.

Il monitoraggio itinerante, effettuato il 7 aprile dalle ore 17.50 alle ore 18.50 per le vie principali della città dall’esperto di Legambiente, ha avuto inizio in piazza Vittorio Veneto, proseguendo verso piazza Montano, via Dondero, via Molteni continuando verso via Sampierdarena. La passeggiata ha interessato ancora il lungomare Canepa, via Buranello, piazza Barabino, via Francia per concludersi in via Cantore. Lungo questo percorso il Personal Dust Monit ha registrato una media oraria di PM10 pari a 38 mg/m3 di cui l’ 11% costituito da PM2,5. Dato non allarmante, ma non da sottovalutare, considerando che lo strumento in questione riesce a rilevare il livello delle polveri inquinanti ad altezza uomo simulando una passeggiata di un’ora per la città.

Il PM2,5 consiste in particelle con diametro pari a 2,5 micron, un quarto del PM10, tanto da risultare ancora più pericolose per la salute umana, perché riescono a penetrare nel punto più profondo dei polmoni. Da quest’anno anche la normativa italiana prevede un limite di riferimento di misurazione fissato dal D.lgs 155 del 2010, che stabilisce però solo un valore limite medio annuo a 25 mg/m3. Non trattandosi di una media giornaliera, ma di una singola media oraria, il trattamento di questi dati deve ritenersi parziale. Sotto controllo anche i valori relativi a benzene, monossido di azoto, monossido di carbonio e ozono.

“Se i dati dell’inquinamento atmosferico a Genova sono tranquillizzanti – commenta Stefano Sarti, Presidente di Legambiente Liguria – non possiamo ritenerci soddisfatti dal punto di vista delle politiche energetiche a livello regionale. In particolare ci preoccupa il progetto di ampliamento della centrale a carbone di Vado Ligure, che emetterà in atmosfera ulteriore anidride carbonica, mentre continua ad essere irrisolto il problema della centrale sotto la lanterna, impianto a carbone del quale da tempo chiediamo la chiusura”.

Desta parecchia preoccupazione il quadro relativo all’inquinamento acustico in città, in particolare nelle ore notturne i cui livelli di decibel superano di gran lunga la soglia di guardia. Eppure Genova ha già un piano di zonizzazione acustica, ciononostante i dati rilevati dal monitoraggio. Decibel tre volte su tre sopra la norma, sia di notte che di giorno. Un dato collegato indubbiamente al transito continuo e incisivo di auto circolanti in una zona come quella di Corso Sardegna di accesso al centro cittadino.

“La tappa genovese del Treno Verde è stata intensa, tanti i visitatori e tante la tematiche affrontate in questi quattro giorni: riflettori accesi sulle fonti rinnovabili, risparmio energetico i GAS – gruppi di acquisto solari e in particolare il Patto dei Sindaci, tema centrale dell’edizione 2011 della campagna – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – La nostra associazione ha aderito con forza all’appello lanciato attraverso il Patto dei Sindaci per puntare i riflettori su quei Comuni che hanno intrapreso azioni significative per ridurre le emissioni di CO2. Genova, in particolare, si è contraddistinta per essere stata la prima città italiana a vedersi approvare il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) proponendo di ridurre del 23,7% le proprie emissioni di Co2. Un esempio importante che sta portato avanti anche dalla Provincia e ci auguriamo progressivamente da sempre più Comuni italiani. Il convoglio ambientalista continuerà anche nelle prossime tappe a veicolare e a diffondere il protagonismo degli enti locali che fanno delle politiche ambientali il centro della loro attività amministrativa e che si impegnano a coinvolgere a tutti i livelli sia le aziende sia i cittadini con l’obiettivo di ridurre i gas serra”.