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Genova, nuovi sistemi sicurezza su taxi: i conducenti chiedono fondi agli enti pubblici

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Genova. Quella dei tassisti è diventata una delle categorie maggiormente prese di mira dai malviventi. Negli scorsi mesi, infatti, sono numerose le rapine avvenute ai danni dei conducenti. Stamattina a Genova, proprio per difendere la categoria da aggressioni, ha preso il via la prima sperimentazione nazionale degli ‘Scudo Italia’, le nuove barriere divisorie rimovibili in plastica, che isolano il taxista proteggendolo al posto di guida.

I taxisti genovesi hanno presentato la novità per la sicurezza davanti alla Prefettura di Genova con un presidio. “Coordinamento genovese, taxi Italia”: è stata la scritta nera sul grande striscione bianco affisso davanti alla Prefettura insieme a vari taxi parcheggiati in largo Lanfranco. Gli ‘Scudo Italia’ sono una misura di sicurezza già utilizzata in Spagna, Svezia e Inghilterra. Da oggi li sperimentano, per la prima volta in Italia, tre taxi di Genova. A causa degli elevati costi per installare lo scudo, circa 1.200 euro, i taxisti chiedono che gli enti pubblici partecipino con i fondi per la sicurezza alle spese da sostenere.