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Genova, Moizo (Fondazione Oltremare): “Città digitale: magari!”

Genova. “Città Digitale: magari!”. A esordire con questa frase è Enrico Moizo, coordinatore Fondazione Oltremare Giovani. “Il sindaco aveva mostrato prima delle elezioni grande attenzione alla ‘digitalizzazione’ della città, (‘Genova sarà la prima città digitale in Italia’, diceva) e in particolar modo alla diffusione del WiFi – continua Moizo – In che cosa si è tradotto questo impegno assunto in campagna elettorale? Nell’istituzione di Genova Città Digitale”.

Il coordinatore di Fondazione Oltremare Giovani spiega che il progetto di Città Digitale per l’installazione degli Hot Spot a Genova si chiama WiMove, con cui, tramite un bando nazionale legato alla mobilità, sono arrivati i finanziamenti per installare le antenne Hot Spot che davano accesso esclusivamente al sito AMT e ai servizi online relativi alla mobilità.

“Terminato il periodo di promozione, però, queste antenne ormai installate avrebbero dovuto essere date in gestione a terzi per essere trasformate in vere e proprie reti WiFi con accesso ad Internet. Avrebbero dovuto, perchè il contratto è scaduto a Dicembre 2010 e al momento non c’è nessuno che si occupi di questa trasformazione, nonostante l’Associazione Cittadini Digitali si sia offerta di prenderli in gestione, gratuitamente – spiega Moizo – Questi Hot Spot giacciono sui tetti, inutilizzati. Per il resto, non c’è alcun progetto parallelo per l’installazione di Hot Spot. Non ce ne sono all’aeroporto, nelle stazioni, nemmeno in molte facoltà universitarie, contrariamente a quello che si vuole far credere”.

Parlando con l’amministratore delegato di Vallicom Bruno Bozzi, Moizo ha scoperto che il costo di messa in funzione di ogni singolo Hot Spot, tramite la sua società, è di circa 400 euro l’uno, mentre per avere una rete comunicante composta da più Hot Spot, il costo lievita fino a mille euro ad antenna.

“Allora mi sono chiesto come è possibile che alla Biblioteca Berio siano stati spesi, per installarne sei (quattro all’esterno, due all’interno), circa 16 mila euro (fonte Città Digitale). Sempre Bruno Bozzi mi faceva notare che in realtà due sarebbero più che sufficienti per coprire il cortile della biblioteca – dice Moizo – L’infrastruttura alla Berio è stata realizzata senza gara di appalto, ma per assegnazione diretta, dalla ditta Dime, mentre gli apparati sono stati forniti da Alcatel. La gestione poi è affidata a Telecom e ha un costo aggiuntivo di 5 mila euro annuali, serve un abbonamento di 5 euro per collegarsi, ma con questo non è possibile poi utilizzare gli altri Hot Spot presenti nella città”.

“Gli unici Hot Spot che funzionano al momento in città sono quelli installati dall’associazione dei Cittadini digitali e Vallicom. Quelli del Comune sono per ora addobbi per i tetti – conclude Moizo – quindi dov’è finito il progetto che avrebbe dovuto rendere Genova la città più digitale d’Italia?”.