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Genova, mobilitazione per la situazione in Libia: oggi in piazza De Ferrari

Genova. Oggi, alle 16.30 in piazza De Ferrari, si svolgerà la mobilitazione contro la guerra per il cessate il fuoco in Libia, sulla base dell’Appello del Coordinamento 2 Aprile. Il corteo percorrerà via Roma, salita S.Caterina, piazza Fontane Marone, via Garibaldi fino a largo Zecca, dove si concluderà con una simulazione di morte di fronte al comando militare territoriale. Anche la Camera del Lavaro Metropolitana genovese aderisce all’iniziativa. La Cgil, infatti, esprime il suo sostegno alle crescenti mobilitazioni che si stanno sviluppando nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente e condanna con altrettanta forza le brutali repressioni che hanno visto centinaia di vittime in Barhein, Yemen e, negli ultimi giorni, in Siria.

“La domanda di democrazia e di giustizia sociale che viene da questi popoli, soprattutto dai giovani che vogliono costruirsi un futuro diverso e migliore, richiede una risposta aperta, democratica e di sostegno da parte della comunità internazionale e particolarmente dell’Europa – spiegano – Per quanto riguarda la Libia, la Cgil ha valutato positivamente la risoluzione n. 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perchè aveva il chiaro obiettivo di tutelare i civili, anche attraverso una “no fly-zone”, dai crimini contro l’umanità perpetrati da parte del regime libico con la brutale repressione della rivolta popolare. In coerenza con la risoluzione, oggi, che sembrano realizzate le principali indicazioni in essa contenute, bisogna dare il necessario spazio al percorso politico-diplomatico, coinvolgendo da protagonisti le Organizzazioni della regione, come l’Unione africana e la Lega araba, e favorendo un ruolo di intervento umanitario delle Nazioni Unite”.

“Sosteniamo anche la Confederazione Internazionale dei sindacati, l’unica via d’uscita oggi accettabile è la sospensione di qualsiasi azione militare da parte di tutti i soggetti coinvolti, vigilando sul suo rispetto da parte dell’esercito di Gheddafi per salvaguardare la popolazione civile e l’apertura di negoziati veri per favorire la nascita di una Libia nuova e democratica, dove si rispettino i diritti umani. La responsabilità primaria della comunità internazionale in questo momento è agire per il benessere, la sicurezza e i diritti del popolo libico, e di tutti i popoli del Mediterraneo. La Cgil conferma l’impellente necessità di accoglienza e solidarietà verso profughi e migranti, per questo giudica negativamente la lentezza e la strumentalità con cui il Governo sta affrontando la gravissima situazione di Lampedusa”.