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Genova, la protesta dei giovani precari: “Il nostro tempo è adesso”

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Genova. Studenti, lavoratori Inps, ricercatori, dottorandi, sindacalisti e informatici. Un unico denomitatore: precari. A Genova, come in tutte le piazze d’Italia, da Milano a Roma, passando per i flash mob nelle capitali europee, oggi l'”esercito silenzioso” dei lavoratori atipici è sceso in strada per far sentire voce e presenza. “Il nostro tempo è adesso” è il nome della manifestazione-evento, sottotitolo: “la vita non aspetta”. Al presidio organizzato in via San Lorenzo hanno aderito anche i partiti di centrosinistra e la Cgil. Tra i partecipanti, anche il segretario provinciale del Pd Victor Rasetto, il segretario provinciale di Sel, Valerio Barbini, il parlamentare Mario Tullo, il segretario della Cgil di Genova Ivano Bosco ed il segretario cittadino Prc Paolo Scarabelli.

“Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini – spiegano gli organizzatori – Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo.
Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.
Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare”.

Anche l’arcivescovo Bagnasco oggi è intervenuto sul tema: “Mi auguro che il precariato lavorativo sia solo una fase transitoria, un momento breve – ha dichiarato stamani Bagnasco – Per poter dare un futuro e un progetto di vita alle nuove generazioni c’è bisogno che si trasformi in lavoro a tempo indeterminato”.