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Genova, Euroflora apre i battenti tra le proteste: 3 presidi all’ingresso foto

Genova. Il primo giorno di Euroflora 2011 si apre con tre manifestazioni davanti all’ingresso della fiera di Genova: il sindacato di polizia Coisp si è presentato questa mattina alle 8.30 con sagome di poliziotti a grandezza naturale pugnalati alle spalle per segnalare la mancanza di risorse da parte del Governo al comparto sicurezza.

“Siamo qua per protestare contro i continui tagli trasversali del Governo – spiega Matteo Bianchi, segretario provinciale Coisp – non ultimo abbiamo avuto il problema della benzina, ma esistono addirittuta posti in Italia dove la polizia non ha soldi per comprare il cibo ai cani. E’ una situazione insostenibile”.

“Euroflora è un palco internazionale e anche se noi lottiamo ogni giorno per risolvere l’incresciosa situazione che stiamo vivendo, speriamo in questo modo di far sentire ancora più forte la nostra voce – conclude Bianchi – sui volantini che stiamo distribuendo sono spiegate le motivazioni che ci spingono a protestare e lo scopo è quello di sensibilizzare la popolazione, perché i tagli colpiscono direttamente noi, ma indirettamente andranno a gravare anche sulla cittadinanza. Meno servizi, infatti, significano anche meno sicurezza per le persone”.

Poco distante gli striscioni dei 40 dipendenti dell’Inps, da lunedì scorso senza lavoro:”Dal 18 aprile 1240 dipendenti Inps in tutta Italia sono a casa, – spiega Fabio Allegretti, segretario generale Nidil Cgil – pur essendo stata approvata all’unanimità dalla Camera, lo scorso 30 marzo, una risoluzione che impegnava il Governo a sanare questa situazione, trovando anche i fondi per prorogare i contratti che erano in scadenza al primo aprile. In realtà non è stato fatto nulla”.
“Le conseguenze per i cittadini – prosegue Allegretti – sono molteplici: pratiche insolute, rallentamento di tutti i servizi e mancanza di personale allo sportello con conseguenti ritardi nelle pratiche riguardanti l’invalidità e la cassa integrazione”.
Inaspettatamente davanti ai cancelli della fiera si trovano anche una rappresentanza del comitato contro la chiusura dell’ospedale Sant’Antonio di Recco.

Senza averlo preannunciato, hanno deciso di manifestare davanti ad Euroflora anche i rappresentati del comitato spontaneo contro la chiusura dell’ospedale di Recco. “Chiediamo sempre la stessa cosa, cioè un punto di primo intervento serie e letti di medicina generale – spiega Giovanna Copelli – ci rendiamo conto di essere in un periodo di crisi, ma i fondi dovrebbero essere investiti nella maniera giusta e non per ristrutturare uffici (riverendosi ai 17 milioni riservati al trasferimento degli uffici della Asl 3)”.

Durante l’ultimo incontro con il comitato, il presidente Burlando aveva garantito a Recco la presenza di un ambulatorio di primo intervento. “Intanto non abbiamo ricevuto ancora nulla di scritto e poi questa soluzione non basta, anzi è un arma a doppio taglio – continua Copelli – il medico, infatti, sarebbe sempre impegnato sull’automedica e l’infermiere da solo non potrebbe occuparsi delle emergenze sul posto. Servirebbe un dottore presente in ambulatorio 24 ore su 24”. Intanto il comitato continua la raccolta firme per il ricorso al Tar e attualmente le adesioni sono 650, ma mancano ancora quelle di metè dei Comuni del Golfo Paradiso. La cifra di sottoscrizioni, quindi, è destinata a salire in maniera esponenziale.

Jenny Sanguineti – Elisa Zanolli