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Cronaca

Genova, bancomat clonati: presa di mira una banca di Sampierdarena

Genova. Un piano ingegnoso curato nei minimi particolari, tranne che per un dettaglio che, alla fine, ha incastrato l’associazione criminale dedita alla clonazione di carte bancomat in città.

Tre romeni, tutti tra i 20 e i 22 anni, residenti fra il centro cittadino e la Valpolcevera, avevano posizionato una serie di webcam nei bancomat per clonare le carte usate dagli ignari clienti. Le loro stesse telecamerine però hanno ripreso il loro volto mentre installavano gli skimmer permettendo così ai carabinieri del nucleo operativo di Sampierdarena di arrestarli. Le manette sono scattate ieri al termine di articolata e meticolosa attività investigativa.

L’indagine era scattata quando, nel novembre scorso, i militari avevano trovato un computer portatile in via San Quirico a Pontedecimo, che nascondeva immagini e codici carpiti con tanto di “identificazione”: buono, illeggibile, incompleto, a seconda della riuscita dell’operazione.

Il sistema escogitato dalla banda, che non prevede particolari conoscenze informatiche, consisteva nell’apporre un lettore miniaturizzato su quello originale per carpire i codici contenuti sulla banda magnetica e una micro camera sopra la tastiera dello sportello bancomat per carpire i codici personali composti dalle ignare vittime. I dati così raccolti venivano trasferiti su schede anonime che riconosciute come autentiche dai lettori degli sportelli consentivano il prelievo di denaro liquido.
I malviventi, in particolare, avevano colpito l’istituto San Paolo di via Cantore in Sampierdarena, dove nel mese di ottobre 2010 avevano installato le apparecchiature e immagazzinato numerose informazioni.

Gli accertamenti hanno consentito, fino ad ora, di ricostruire venti casi di prelievi abusivi, avvenuti per lo più in banche slovene, e di identificare i responsabili attraverso dati incrociati con quelli contenuti all’interno del Netbook rinvenuto a suo tempo.

I tre, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare, sono stati arrestati per associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge sul riciclaggio, al furto di codici telematici ed all’installazione di apparecchiature atte ad interrompere operazioni bancarie.

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