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Genova, assistenti sociali: “A rischio la specialistica in Servizi e Politiche Sociali”

Genova. Sono molto preoccupati gli assistenti sociali, i docenti e gli studenti del corso di laurea in Servizi e Politiche Sociali. “La scorsa settimana abbiamo ricevuto una notizia non buona, anche se ancora non ufficiale – spiega Cristina Lodi, presidente dell’ordine Assistenti Sociali liguri – sembra che da Roma, infatti, abbiamo deciso di eliminare da Genova la specializzazione in Servizi Sociali e Politiche Sociali”.

Se questo fosse vero, gli studenti che attualmente frequentano la prima parte del percorso formativ non potrebbero conseguire nel capoluogo ligure la specializzazione, ma dovrebbero per forza trasferirsi in un’altra città. “Dopo il primo step di tre anni si può sostenere l’esame di stato e iscriversi alla sezione B dell’albo professionale – continua Lodi – ma è con la laurea specialistica che si può approfondire il proprio percorso professionale, accedendo infine alla sezione A dell’albo”.

“Mentre attendiamo la notizia ufficiale da Roma, stiamo cercando in tutti i modi di sensibilizzare l’università e in particolare il magnifico rettore affinché si possano trovare delle soluzioni transitorie sul 2011 e sul 2012 per fare in modo di mantenere il corso – spiega – la riforma Gelmini, infatti, prevede che per mantenere questo tipo di laurea debbano esserci almeno 5 docenti strutturati, cosa che a Genova non abbiamo. Proprio per questo bisogna trovare delle soluzioni transitorie, perché la paura è che una volta chiuso, il corso non possa più tornare attivo”.

Lodi si è soffermata a parlare dell’importanza della laurea in Servizi Sociali e Politiche Sociali, un corso che consente agli studenti di trovare subito occupazione, visto soprattutto il periodo in cui viviamo, dove la figura professionale dell’assistente sociale è molto richiesta e soprattutto utile.

“L’Unione Europea raccomanda di mantenere i corsi che offrono occupazione e questo è uno di quelli – conclude la presidente dell’ordine – anche gli studenti sono seriamente preoccupati per il loro futuro e per le spese ingenti che dovrebbero accollarsi per un eventuale trasferimento in un’altra città dove poter completare il proprio percorso di studi”.