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Fincantieri, Fiom: “Liguria a rischio, da domani stato di agitazione”

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Genova. Nessuna nuova commessa, specialmente pubblica, e un aumento progressivo della cassa integrazione. E’ questo il quadro, a tinte fosche, tracciato dalla Fiom sullo stato della cantieristica ligure, a qualche mese di distanza dalle manifestazioni a sostegno del settore, in particolare del sito di Riva Trigoso, per cui il ministro Romani aveva paventato e poi ritrattato un’imminente chiusura, e di Sestri Ponente, alle prese con l’infinita querelle del ribaltamento a mare.

Per riportare l’attenzione sui cantieri navali, una delle voci economiche più importanti della provincia genovese e della regione tutta, il sindacato dei metalmeccanici ha indetto per domani un’assemblea nazionale dei delegati Fiom del gruppo Fincantieri, a cui parteciperanno anche Ivano Bosco, segretario della Camera del Lavoro di Genova, un delegato Cgil, l’assessore regionale alle Attività Produttive, Renzo Guccinelli e l’assessore ai Lavori Pubblici, Mario Margini.

“Abbiamo deciso questa convocazione – spiega Bruno Manganaro, segreteria Fiom Genova – per ribadire pubblicamente e a gran voce la necessità del tavolo istituzionale con il Governo, proprietario al 100% di Fincantieri, per capire il futuro dell’azienda e del comparto. Oltre alla crescente percentuale di cassa integrati, e alle promesse non mantenute sulle commesse pubbliche che dal Governo continuano a non arrivare – sottolinea il sindacalista – voci di corridoio parlano di un’imminente piano di ristrutturazione dell’azienda. E, come è noto, questo non significa mai una buona notizia per gli operai”. Da qui la preoccupazione del sindacato e la convocazione dell’assemblea nazionale a cui, però, non parteciperanno le altre sigle. “Avevamo chiesto anche a Fim-Cisl e Uilm ma si sono dichiarati indisponibili”. Dalla riunione di domani, secondo Manganaro, uscirà “un documento con le nostre richieste e, soprattutto, la dichiarazione di stato di agitazione in tutti i cantieri, senza escludere possibili mobilitazioni a breve. La Liguria – chiosa il sindacalista – è la regione che rischia di più”.