Quantcast
Sport

Ferla Pro Recco: Buric e Filipovic, prima di Rijeka

Recco. Pasquetta di pallanuoto per la Pro Recco, la gita fuoriporta alla piscina di Sori, per menù un doppio allenamento. Non si ferma la squadra di Pino Porzio né davanti alle feste comandate, né al cospetto dei 50 risultati utili consecutivi. In programma una trasferta, l’ultima di questa fase, una partita, la penultima del girone, resta ancora il 4 maggio in casa contro il Mladost. Per questo mercoledì sarà Rijeka, contro il Primorje, ore 20.15, diretta su Sportitalia 2, arbitri il tedesco Spiegel ed il polacco Korizna, delegato il russo Sharonov.

Presentano la sfida due campioni, uno anche per appartenenza, Damir Buric, l’altro per classe e conoscenza, Filip Filipovic.
Damir torni a casa: “Si con il Recco torniamo in Croazia, ancora più bello che a Zagabria, e andiamo a giocare una partita difficile”.
Tu ed alcuni tuoi compagni della Pro Recco in Azzurro, non mancate da molto, che aria si respira in città: “Quest’anno tutta Rijeka vive di pallanuoto, il Primorje gioca bene, ha conquistato la finale del campionato, ha battuto il Mladost, c’è tanto pubblico, è sempre tutto esaurito, finalmente troveremo una piscina calda”.

La posta in palio è alta, per loro la qualificazione, per voi l’aritmetica: “Loro cercheranno di batterci perché significa Final Four, anche se c’è ancora un’opportunità e cioè se battiamo il Mladost e se vincono a Budapest. A noi non interessa: vogliamo vincere tutte le partite, sino alla fine”.

Momento magico per la pallanuoto in Croazia: “Mi fa piacere, c’è grande entusiasmo, siamo campioni d’Europa e questo risultato ha mosso qualcosa”. Al Primorje stanno tutti bene: “Da quel che so io, si”. E la Pro Recco: “Pronti mentalmente e fisicamente per vincere, come sempre, poi vedremo cosa dirà la partita”.

Torna sul match dei bianco-celesti, Filip Filipovic: “Ci aspettiamo una partita dura, è la loro prima chance per Roma, saranno spinti da un grande pubblico, dobbiamo essere pronti al contatto che sarà molto fisico, ma stiamo entrando in forma e saremo pronti per qualsiasi situazione”. Chi sono: “Nazionali croati, gli ungheresi Denes e Daniel Varga, lo spagnolo Garcia, grande squadra e allenatore Roje, spero in una bella serata con la nostra vittoria”.

Anche il Recco ha il suo obiettivo: “Da quando sono arrivato per la mia esperienza posso dire che siamo allenati per vincere ogni partita, Coppa, Campionato, non importa se siamo già qualificati, vinciamo. Per me sarà lo stesso se Jug o Partizan, le incontreremo entrambe, se finale o terzo posto, comunque noi ci presentiamo sempre al 100%, una squadra forte, la qualità della Pro Recco che ha conquistato 50 risultati utili consecutivi, io voglio continuare questa tradizione e finire questa stagione senza mai perdere”.
Serbia e Croazia ottimo momento: “Si entrambe abbiamo talenti che emergono e già da giovani hanno l’opportunità di giocare in Nazionale, possiamo contare su una base ampia, così i cambiamenti, anche generazionali, non sono mai traumatici. Scelta ma anche grande qualità: la scuola serbo-croata-montenegrina è famosa forse solo dopo la scuola ungherese. Aspetto anche la Final Eight di Firenze, sarà interessate anche per Londra”.

L’ultima domanda è per entrambi, il riferimento è alla cronaca brutta, quella che ci racconta di un ragazzino di 16 anni finito in ospedale a seguito di un colpo durante una partita, milza lesionata e poi asportata.
Filip: “Anche io sono stato vittima di una violenza. In Nazionale, un pugno di Scotti Galletta, fratture della mandibola in due punti, se non è tardi bisogna cercare qualche soluzione per risolvere il problema”. Damir: “La pallanuoto sembra uno sport violento ma non è così. Ci sono partite più intense ma non vuol dire fare del male a qualcuno. Gioco da tanti anni e devo dire che non mai trovato nessuno che volesse colpirmi apposta”.

Un consiglio. Filip: “Chi commette atti violenti deve essere allontanato dal nostro mondo, non si può pensare di distruggere la carriera e la vita di un ragazzino, di un talento, non si può sopportare: i tempi sono maturi per cambiare qualcosa e subito”. Damir: “Non è facile perché non decidi da solo, c’è un avversario. Bisogna farsi rispettare, ti puoi anche difendere ma per fermare e sanzionare la violenza ci devono essere gli arbitri, attenti e determinati”.