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Economia

Federalismo demaniale, Vinai (Anci Liguria): “Ancora incertezze sui beni trasferibili ai Comuni”

Sarzana. Si è riunito questa mattina presso la Sala del Consiglio Comunale, la commissione nazionale Anci per fare il punto sull’evoluzione del Federalismo Demaniale, che prevede la restituzione al territorio di alcuni beni – essenzialmente fabbricati e terreni – che oggi appartengono al patrimonio dello Stato.

Sono intervenuti all’incontro Antonio Ragonesi, responsabile Area Infrastrutture Sicurezza e Attività Produttive di Anci nazionale, Massimo Caleo, Sindaco di Sarzana, Andrea Camaiore, Presidente della Commissione Infrastrutture Lavori Pubblici di Anci Nazionale e Pierluigi Vinai, segretario Anci Liguria.

Al centro della discussione lo stato di attuazione del Decreto legislativo 85/2010 che ha attivato le procedure del federalismo demaniale.
Ad oggi, infatti, si registra un considerevole slittamento dei tempi nella compilazione dei beni inseriti nella cosiddetta “black list” – quella dei beni inalienabili su cui i ministeri pongono il veto rispetto alla cessione ai comuni – che permetterà anche di compilare per differenza la “white list”, cioè l’elenco dei beni che i comuni possono richiedere.

Pierluigi Vinai, Segretario Anci Liguria: “Dall’incontro di oggi è emerso lo stato dell’arte del federalismo demaniale, e devo dire i nodi da sciogliere sono ancora parecchi. Il federalismo demaniale deve poter essere un’opportunità e non un problema, come invece la burocrazia e gli atteggiamenti centralistici di alcuni ministeri sembrerebbero determinare”.

Con il Federalismo Demaniale passano dal demanio ai comuni richiedenti tutta una serie di beni che possono essere valorizzarli dal punto di vista funzionale e messi a disposizione della comunità locali per funzioni sociali, culturali, di servizio anche affidandoli in gestione al privato sociale.

Un’altra possibilità prevista è la messa in vendita di alcuni di questi beni con la ripartizione del ricavato: 75% va al comune nel cui territorio si trova il bene e il 25% allo Stato. Il ricavato può anche essere utilizzato per abbattere il debito e liberare così risorse per la spesa corrente comunale.

“Si tratta di una grande opportunità” ha spiegato Vinai. “Ma il decreto è in ritardo, e non abbiamo la procedura attraverso la quale il ministero deve individuare i beni indisponibili e che consente, per differenza, anche di determinare la lista dei beni che possono essere destinati agli enti locali. Ad oggi ci sono solo elenchi provvisori, con molti errori ed imprecisioni. Anci ha preteso un tavolo tecnico nei prossimi giorni per accelerare la definizione delle liste. Inoltre, stiamo raccogliendo le osservazioni e le richieste dai comuni”.

Una volta definita la “white list” il tempo per richiedere il trasferimento di proprietà ai comuni, con un programma di valorizzazione funzionale è di 60 giorni.
Da quel momento scatteranno ulteriori 60 giorni in cui governo, ministeri e demanio produrranno delle risposte.

Continua Vinai – “La data originaria della definizione dei beni era il 26 giugno, ma è ovviamente sforata. Perché il tutto si possa concludere in autunno, presumibilmente ad ottobre, ed avere finalmente i trasferimenti, è necessario accelerare di molto i tempi”

Un’altra particolarità è quella dei beni vincolati, essenzialmente quelli a valore culturale, che necessitano di un protocollo tra Regione e Sovrintendenza ai Beni Culturali in cui si indichino i beni disponibili.
I beni culturali a priori sono tutti nella “white list”, quindi sono trasferibili, ma per averli i Comuni dovranno rivolgersi alla sede dell’agenzia del demanio della propria regione.

Poi ci sono i beni militari sui cui non è ancora chiaro in quale lista saranno inclusi:
“Registriamo una posizione di blocco da parte del Ministero, che vuole evidentemente renderli inalienabili” ha detto Vinai.

Tutti temi affrontati oggi a Sarzana, anche con riferimenti diretti al territorio spezzino: “Oggi sono stati fatti degli esempi, ci siamo domandati per esempio se è possibile che l’università o Marelunga, debbano essere inseriti tra i beni irrinunciabili da parte del Ministero della Difesa. Inoltre, abbiamo anche casi che riguardano le autorità portuali. Qui a La Spezia si fa resistenza per concedere la passeggiata a mare e il vecchio porto, ma in questo modo si inficia il principio di sussidiarietà che deve essere costituzionalmente garantito e salvaguardato”.

Ha concluso Vinai: “Questi freni ministeriali e burocratici non rendono applicato il principio di sussidiarietà, non consentono lo sviluppo del federalismo demaniale, e non consentono il miglioramento della qualità della vita delle comunità locali che invece potrebbero contribuire a stimolare, qualora questi beni venissero loro affidati in tempi celeri”.

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