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Emergenza profughi, dopo la bomba arrivano gli striscioni minatori

Genova. Continuano a susseguirsi le azioni di protesta contro l’accoglienza ai profughi. Oltre alla bomba incendiaria che ieri sera è esplosa presso l’ex scuola Casaregis, nella notte, a poche ore di distanza dall’attentato a Sampierdarena, sono apparsi due striscioni, uno davanti all’ex scuola Marco Polo, con scritto “Invasione” e l’altro davanti alla palestra ex Idrocarburi, con scritto “No agli immigrati”.

Tutti e tre gli edifici in questione sono stati indicati dall’amministrazione comunale per essere trasformati in centri di accoglienza temporanei per i nordafricani.

Secondo la Digos, che indaga sugli striscioni, i tre episodi non sarebbero però collegati fra loro. Nel caso della bomba incendiaria, c’é infatti il sospetto che a piazzarla siano stati alcuni residenti della zona, preoccupati per l’arrivo nel loro quartiere di un centinaio di profughi. Stessa matrice, secondo quanto si apprende, per lo striscione di via Robino (“No agli immigrati”), mentre il terzo è siglato Vfs (Veneto Fronte Skinhead), movimento politico di estrema destra nato a metà degli anni ottanta, che collabora con il White Noise e con il National Front e la cui prima cellula in Liguria risale al 2001. Secondo la Digos questa rivendicazione potrebbe essere attendibile, ma non riconducibile agli altri due fatti.