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Coldiretti: il 20% degli italiani va pazzo per i fiori, rosa regina incontrastata

Genova. Un marchio di garanzia creato dai floricoltori italiani attrae ben l’85 per cento dei consumatori che attribuiscono alla produzione nazionale le caratteristiche di freschezza, durata, buon rapporto qualità/prezzo e rispetto dell’ambiente in misura nettamente superiore al prodotto importato.

Al contempo il prodotto italiano è apprezzato all’estero; nel 2010 l’export italiano è aumentato dell’11% e ha raggiunto il valore di 656 milioni di Euro totali, che mantengono positiva la bilancia commerciale per oltre 500 milioni. E’ quanto è emerso, durante il gremitissimo convegno con partecipanti provenienti da tutta Italia, dall’indagine Coldiretti/Swg presentata ad Euroflora in occasione dell’incontro “Una filiera florovivaistica tutta italiana” , con la partecipazione del Presidente Nazionale della Coldiretti Sergio Marini.

La superiorità del prodotto italiano si manifesta – precisa la Coldiretti – in tutte le principali occasioni di acquisto, come il regalo di un mazzo di fiori, l’allestimento di un addobbo floreale per un matrimonio, l’acquisto di una pianta in vaso per la casa. Una grande potenzialità si evidenzia dalla vendita di fiori, piante, bulbi e sementi attraverso i mercati degli agricoltori. Il sistema produttivo nazionale, in base ai risultati dell’ultimo censimento dell’agricoltura, può contare in Italia su circa 20.500 aziende florovivaistiche, che danno occupazione ad oltre 120.000 addetti, con una superficie coltivata di oltre 36.000 ettari dove si ottiene la più ampia varietà di produzioni.

“Non ci possiamo permettere di far diventare le piante ed i fiori italiani una commodity” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “l’Italia è conosciuta in tutto il mondo come il paese dei fiori, degli architetti del verde, dei grandi giardinieri”. Sono queste – ha precisato Marini – le leve competitive che devono essere contenute in un marchio del vero Made in Italy del florovivaismo. Se siamo riusciti a riempire di valore un bicchiere di vino che si consuma all’istante non si capisce perché – conclude Marini – non si possa fare altrettanto per i fiori e le piante che arrivano a durare una intera vita ed anche di più”.

Dall’indagine emerge che solo il 7% degli italiani non ha mai acquistato fiori, piante, bulbi o sementi nell’ultimo anno mentre al contrario sono il 20% gli italiani che vanno pazzi per i fiori e li comprano almeno due volte al mese. Se tra gli appassionati spiccano le donne di età compresa tra i 35 ed i 44 anni appartenenti ad una classe economica media e alta, tra quelli che non fanno mai acquisti prevalgono sempre le donne tra i 18 ed i 34 anni o quelle di età superiore ai 65, ma di classe economica bassa. I colori dei fiori preferiti dagli italiani risultano il rosso (34%), il blu/azzurro (20%), il giallo (19%o), il rosa (15%), il bianco (14%), l’arancione e il viola (12%), mentre i mazzi di fiori sono preferiti di tanti colori diversi (46%), piuttosto che quelli di un unico colore (18%). Curioso il fatto che i fiori, anche se non sono profumati, piacciono al 65% degli italiani.

Secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea, i fiori più acquistati in Italia sono le rose che, con il 42%, precedono i crisantemi scelti dal 35%, a conferma dell’importanza delle ricorrenze come motivazione di spesa. A questo proposito si evidenzia che il maggior acquisto di fiori, da parte degli italiani, si registra proprio in occasione della ricorrenza dei defunti con vendite che superano quelle realizzate a San Valentino. Gli italiani hanno speso 2,2 miliardi di euro nel 2010 per l’acquisto di fiori, piante, alberi e arbusti con una leggera contrazione del 2% rispetto all’anno precedente. Segnali positivi per il 2011 riguardano soprattutto il comparto fiori. La spesa complessiva per fiori e fronde nel primo bimestre 2011 risulta in leggero aumento rispetto al 2010, a fronte invece di una sostanziale stabilità della spesa per piante, alberi e arbusti.

Sulla base di quanto emerso dalle prime due importanti ricorrenze dell’anno (San Valentino e festa della Donna) la domanda – conclude la Coldiretti – sembra aver ridato un po’ di ossigeno al mercato per le specie floricole più richieste. Due italiani su tre (67%) ritengono di avere il pollice verde, ben il 91% sostiene che la presenza di fiori in casa dia piacere, mentre l’85% pensa che riceverli o donarli sia il regalo più bello. Proprio per questo il 63% degli italiani dichiara di avere tempo per prendersi cura delle piante e ben il 56% ha acquistato nell’ultimo anno bulbi e sementi, per cimentarsi in giardino o in terrazzo. Secondo l’indagine dell’Ocse dell’aprile 2011 sul lavoro non retribuito, gli uomini dedicano in media 15 minuti al giorno al giardinaggio e alla cura degli animali: un minuto in più delle donne, che si fermano a 14. C’è però chi non si accontenta di curare i fiori e le piante acquistate, ma dedica personalmente parte del tempo libero al giardinaggio e alla cura dell’orto: un hobby che coinvolge il 37% degli italiani, sia maschi che femmine, e piace ai giovani considerato che è praticato da più di uno su quattro in età compresa tra i 25 e i 34 anni, anche se l’interesse aumenta con l’età e raggiunge quasi la metà degli over 65. Un’opportunità non solo per chi dispone di ampi spazi all’aria aperta ma – precisa la Coldiretti – anche di semplici terrazzi. Coltivare un orto o prendersi cura di fiori e piante nei terrazzi e in giardino fa bene alla salute e allunga la vita, specie nelle persone di mezza età che possono cosi svolgere l’attività fisica necessaria per mantenersi in forma. Sulla base dello studio dell’Università di Uppsala in Svezia durato 35 anni (e ora pubblicato sul British Medical Journal), chi fa giardinaggio o un attività sportiva di modesta intensità guadagna circa un anno di vita rispetto a chi rimane inattivo, ma chi raggiunge livelli di attività più intensa può guadagnare oltre due anni, anche se l’impegno deve protrarsi almeno dieci anni prima di vedere un effetto statisticamente significativo. Dall’indagine Coldiretti/Swg emergono infine dati interessanti sul grado di soddisfazione espresso rispetto al verde pubblico del proprio comune. Se il 57% degli intervistati si dichiara soddisfatto della quantità di verde urbano presente nel proprio comune, il 50% esprime un giudizio positivo per la manutenzione del verde, mentre solo il 49% si dichiara soddisfatto per l’estetica, a dimostrazione di quanto – conclude la Coldiretti – ci sia ancora da fare in questo ambito per rendere le nostre città più belle e vivibili .

Presente oggi a Euroflora Andrea Mansuino, neo presidente di Ciopora, l’associazione mondiale dei produttori di nuove varietà di specie ornamentali e fruttifere. Mansuino, presidente di Confagricoltura Liguria, è il primo italiano nella storia dell’associazione – nata nel 1961 – a ricoprire l’incarico. A Ciopora sono associate nel mondo oltre 300 aziende che rappresentano l’élite dell’ibridazione e della ricerca: una quarantina sono italiane, concentrate per lo più nell’imperiese, poi in Trentino Alto Adige, Lazio nel distretto di Latina e Sicilia. “La protezione di proprietà intellettuale per nuove varietà vegetali – ha detto Mansuino – è il fondamento per lo sviluppo dell’innovazione e pertanto uno dei fattori essenziali per l’intera industria agricola mondiale, in particolare per specie ornamentali, fruttifere ed orticole”. Mansuino ha così proseguito: “Oggi più che mai ibridatori e miglioratori, propagatori, produttori e commercianti dipendono fortemente dall’innovazione di prodotto e quindi da un sistema di difesa dei diritti per le nuove varietà vegetali che sia efficiente e giusto. Lo spostamento progressivo delle produzioni verso Paesi a basso costo di manodopera, minore impatto di costi burocratici ed amministrativi e miglior clima rende sempre più importante che gli operatori di realtà a grande tradizione agricola ed elevato know-how abbiano a disposizione strumenti efficaci per proteggere e valorizzare il loro lavoro e le novità”.

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