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Cronaca

Busalla, festa in maschera per studenti a Villa Borzino: si scatenano i teppistelli

Busalla. Ottanta euro d’affitto per avere a disposizione uno dei più suggestivi palazzi storici dell’alta Valle Scrivia e, incredibilmente, dar sfogo agli istinti vandalici. E’ successo a Villa Borzino di Busalla, sulle alture genovesi. Ad organizzare la festa nella particolare cornice architettonica sono stati gli studenti dell’istituto “Primo Levi”, con una regolare richiesta presentata al Comune e protocollata senza troppe formalità: l’intera villa a disposizione per una festa in maschera per la modica cifra di neppure cento euro.

Ma dopo la notte animata, le spiacevoli sorprese per chi ha preso in riconsegna l’immobile: in mattinata sono stati rilevati diversi danneggiamenti ed è sparito, per esempio, un contenitore di raccolta delle salviette usate. Per queste “ferite” lasciate alla struttura è stata quantificato un risarcimento di 400 euro.

I danneggiamenti a Villa Borzino hanno portato la lista di opposizione “Busalla Democratica” a presentare una mozione per chiedere di disciplinare la concessione delle aree. “Avvenimenti simili devono finire – afferma il capogruppo Marco Bagnasco – Ci vuole una regola: pagare una cifra congrua, avere un servizio di vigilanza, pulire al termine della festa, prendersi la responsabilità e lasciare una cauzione per eventuali danni. E questo deve valere per tutti”.

L’altra lista di opposizione, “Busalla Domani” di Giovanni Summa, ha invece presentato un’interrogazione: “A prescindere dall’irrisorio ammontare del canone richiesto – si legge nel testo – si evidenzia che per l’uso del bene non è stato richiesto, come di norma deve avvenire, un congruo deposito cauzionale a garanzia di eventuali danni riportati dal bene pubblico a seguito di un improprio utilizzo. Chiediamo alla giunta se è stata emanata una delibera o un atto amministrativo per la concessione della villa, e con quale criterio è stato valutato che il richiedente rappresentasse davvero la comunità di studenti del Primo Levi e non un gruppo di teppisti, come invece è stato”.