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Cronaca

Bomba ex Casaregis: ferma condanna e preoccupazione da Pd, Cgil e Arci

Genova. “L’attentato incendiario che ha colpito l’ex scuola Casaregis a Sampierdarena, possibile sede per l’accoglienza di una parte dei profughi nordafricani destinati a Genova, rappresenta un fatto grave e preoccupante, frutto di un clima di tensione e di paura che tutte le forze democratiche e le Istituzioni a tutti i livelli, hanno il dovere di contenere e non di alimentare”. Così il segretario regionale Lorenzo Basso a nome di tutto il Pd.

“Quella dei profughi nordafricani è una emergenza umanitaria che va affrontato con i nervi saldi, con efficienza organizzativa e con l’umanità di cui i Liguri, popolo di mare, hanno sempre dato prova. Siamo sicuri che anche in questa difficile condizione, e nonostante le continue e disordinate oscillazioni del Governo nazionale, Genova, la Liguria, e le nostre Istituzioni sapranno essere all’altezza di questa prova. Condanniamo con fermezza questo episodio di violenza e lavoreremo perché la risposta della Liguria sia inclusiva e solidale”.

Anche Cgil ed Arci Genova e Liguria “esprimono viva preoccupazione per quanto accaduto a Sampierdarena nella serata di ieri, 12 aprile 2011, dove sono stati lanciati ordigni rudimentali contro l’edificio destinato ad accogliere i tunisini. Una reazione violenta e inaccettabile che non appartiene alla storia democratica della nostra città”.

“Cgil ed Arci, insieme a molte associazioni e movimenti presenti sul territorio, credono nel valore sociale e politico della solidarietà e proseguiranno nel loro impegno, con la volontà di rispondere concretamente al dovere di accoglienza nei confronti di queste persone, già duramente provate sia dalle difficili condizioni di vita nel loro paese d’origine sia dalla inumana permanenza loro imposta a Lampedusa”.

Siamo certi che il gesto di ieri sera non corrisponda al pensiero della maggior parte delle persone che vivono a Sampiedarena che, come noi, credono in valori quali la solidarietà e l’accoglienza e che condividono la proposta fatta dal Comune di Genova – sulla base delle sollecitazioni del Governo stesso – proposta che coincide con le nostre richieste: individuare luoghi aperti che ospitano persone libere.

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