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Boitano (Udc): “Il nome dei piccoli Comuni tornerà sulla carta d’identità dei nuovi nati”

Genova. Giovanni Boitano, coordinatore provinciale Udc e assessore regionale alle Politiche abitativa, Edilizia e Lavori Pubblici, ma soprattutto ex sindaco di Favale e da sempre sensibile alle tematiche che riguardano i piccoli Comuni, è soddisfatto del disegno di legge approvato alla Camera per la valorizzazione delle località con meno di cinque mila abitanti.

“Tra le innumerevoli novità introdotte – spiega Boitano – la possibilità di registrare la nascita di un bimbo dopo il parto avvenuto in un ospedale della Regione nel paese di residenza”.

Da oltre mezzo secolo i bambini non nascono più nelle case e pertanto il documento d’identità finisce per riportare quale luogo di nascita la città dove dell’ospedale dove è avvenuto il parto.

“Sicuramente una piccola cosa che però aiuta a mantenere – continua Boitano – un forte senso di appartenenza con la propria terra. Io, ad esempio, vado fiero di avere sulla carta d’identità quale luogo di nascita il Comune di Favale”.

Le novità in arrivo che riguardano i Comuni con una popolazione inferiore ai cinque mila abitanti sono numerose: vanno dall’assicurare la qualità e la presenza di servizi indispensabili, al recupero dei centri storici, alla tutela del patrimonio e infine all’opportunità di promuovere i prodotti tipici locali.

“Sicuramente una bella iniziativa che ha trovato in parlamento – continua Boitano – il consenso di tutte le forze politiche e che si prefigge lo scopo di mantenere i cittadini sul loro territorio. Provvedimenti che però devono essere accompagnati da adeguate risorse economiche per non rischiare di rimanere, almeno in parte, un bel libro dei sogni”.

Elementi indispensabili per favorire la felice controtendenza, rispetto al passato, che vede molte giovani coppie scegliere di stabilirsi nei piccoli Comuni abbandonando così la città, oggi divenuta troppo dispendiosa soprattutto per chi vuole comprare la prima casa

“Non solo molti quanti scelgono di stabilirsi nell’entroterra – conclude Boitano – perché, così facendo, possono accedere alla prima casa, sono relativamente vicini ai servizi e al posto di lavoro. Si registra anche la volontà dei giovani a rimanere nel territorio d’origine dove, spesso a costo di enormi sacrifici, sono disposti a dare vita ad attività agroalimentari e turistiche. Insomma, pur di rimanere nel paese natio, si adoperano per crearsi il posto di lavoro e al contempo dare lavoro”.

Altro aspetto di fondamentale importanza che non mi stancherò mai di sottolineare, laddove le attività sono più radicate, i disastri causati dal dissesto idrogeologico sono nettamente inferiori. Segno evidente che il presidio dell’uomo rappresenta l’unico antidoto efficace contro il degrado ambientale e territoriale. Ne va da sé che per rendere appetibile questa scelta alle giovani coppie, e non solo, occorre che la politica si adoperi per offrire infrastrutture adeguate, oltre che servizi sanitari e scolastici efficienti.