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Appello dei pendolari: “La Regione destini al trasporto pubblico i fondi riassegnati dal Governo”

Regione. I cittadini liguri attendono che la Regione Liguria destini al trasporto pubblico i fondi riassegnati dal Governo. “A tre settimane dall’appello al presidente della Regione e alla giunta di associazioni ambientaliste e comitati pendolari, affinché i fondi ristanziati dal governo per il trasporto pubblico ritornino in misura sufficiente a rientrare dai tagli già effettuati e a evitarne ulteriori in futuro, e non vengano invece destinati ad altri capitoli di spesa, non è ancora arrivato alcun riscontro da parte della Regione Liguria” si legge in una nota inviata dalle associazioni di pendolari e ambientaliste aderenti al blog Genova-Milano.

“Rinnoviamo quindi l’appello alla Regione affinché tali fondi vengano prioritariamente destinati al trasporto pubblico – si legge ancora nella nota – ambientalisti, associazioni e comitati di utenti e pendolari hanno accolto con gioia la notizia del ritorno di 50 milioni di euro da parte del Governo alla Regione Liguria per il trasporto pubblico, ma sono preoccupati dalla notizia che solo 20 dei 50 milioni che arriveranno saranno destinati al trasporto pubblico locale”.

Il trasporto pubblico in Liguria è stato uno dei settori colpiti in misura maggiore da una politica di decurtazione delle risorse, con pesanti tagli all’offerta ferroviaria e consistenti aumenti delle tariffe, in particolare per AMT Genova, che hanno dato al capoluogo ligure il triste primato delle tariffe più alte in Italia a fronte di un servizio sempre più scadente.

“Ma anche prima dei tagli del Governo l’investimento di risorse per il trasporto pubblico in rapporto al bilancio regionale risultava essere in Liguria tra i più bassi in Italia, nonostante l’ elevatissimo numero di utenti e l’evidente importanza per la salvaguardia del territorio – continuano – Le associazioni non mettono in discussione l’entità degli aumenti delle tariffe, ma ribadiscono a maggior ragione adesso alla luce della notizia del rientro di risorse, che a fronte di aumenti delle tariffe debbano corrispondere significative compensazioni sul versante del servizio”.

Ecco quindi un nuovo appello affinché il recupero di risorse per il trasporto pubblico possa essere sufficiente a: permettere il ripristino di tutti i treni cancellati a febbraio; integrare il servizio ferroviario in una serie di sue carenze storiche da tempo individuate dall’utenza (in particolare sulle linee del ponente ligure e della Genova-Busalla); impedire i futuri e sempre più prossimi tagli al settore del trasporto pubblico urbano genovese; permettere il recupero dei tagli al servizio già effettuati da ATP; permettere interventi di sostegno ad una tariffazione agevolata a favore della popolazione anziana che, nonostante l’elevato numero nella nostra regione non gode di adeguate agevolazioni in raffronto con altre realtà italiane; permettere ulteriori interventi su differenti aspetti della qualità del servizio relativi all’accessibilità, l’informazione, il comfort di viaggio, il miglioramento dell’integrazione bici+treno ed altri ulteriori che dovranno essere oggetto di confronto con le associazioni di utenti e pendolari.

“Diventa sempre più necessario l’adozione di un Piano Regionale dei Trasporti, di cui la Regione Liguria è ancora sprovvista, strumento essenziale per una indicazione dei servizi minimi di trasporto pubblico e per una valutazione dei costi. Grazie a tale strumento si potrebbe finalmente stabilire l’entità delle risorse aggiuntive da reperire da parte degli Enti locali e uscire dallo stato di continua emergenza – si legge ancora nella nota – La crisi ha colpito molti importanti settori, ma è un dato incontrovertibile che il ‘’prezzo’’ più alto sia stato pagato dai cittadini utenti del trasporto pubblico, portatori di un interesse diffuso, e non sia più economicamente sostenibile dalle classi meno abbienti un sistema fatto da autostrade e parcheggi”.

“Investire nel trasporto pubblico è invece realmente investire nel sociale, tanto più che giugno è alle porte e si avvicina sempre più la prima fase di tagli al servizio di trasporto pubblico AMT – concludono – La notizia del rientro di risorse dallo Stato rappresenta un’opportunità per privilegiare una mobilità economicamente, socialmente ed ambientalmente sostenibile ed è un’occasione per invertire il modello di mobilità seguito fino ad ora nella nostra regione, modello che ha danneggiato l’economia ligure, la coesione sociale e l’ambiente”.