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Violenza sessuale in carcere, Silp: “Rabbia tra chi crede nelle istituzioni”

Genova. C’è indignazione tra i membri del sindaco Silp Cgil in merito alla vicenda di violenza sessuale su una giovane donna all’interno della caserma dei carabinieri del Quadrato di Roma. “Questo terribile episodio crea disagio e rabbia tra chi crede nel valore delle istituzioni – spiega Roberto Traverso, segretario del Silp – Un atto grave che sarà oggetto d’indagini e quindi non mancheranno le occasioni per interpretare versioni o attenuanti specifiche. Quello che non deve accadere è che dopo qualche giorno di clamore, si spengano i riflettori senza che un forte urlo d’indignazione si alzi dalla categoria”.

“Già, ma quando proviamo a parlare di categoria cosa intendiamo? Carabinieri, finanzieri, poliziotti, penitenziari, polizia municipale, polizia provinciale, senza dimenticare, tenendo conto delle specifiche competenze, i vigili del fuoco, i forestali e anche le guardie giurate. Un mondo vasto con soggetti uniti da una divisa ma a volte così distanti – continua Traverso – I carabinieri non sono sindacalizzati. La legge non permette che i militari possano avere un sindacato e allora chi potrà, attraverso un comunicato come questo, dire a quei cittadini che si sentono offesi, impauriti e confusi, di fronte a quello che non dovrebbe mai succedere dentro una caserma, qualcosa diverso dalle solite parole di circostanza?”.

Il segretario del Silp genovese ribadisce l’importanza di un sindacato, anche in queste circostanze. “Quando un sindacato come il nostro potrà, speriamo presto, rappresentare anche i colleghi carabinieri, non avrà esitazioni a dire che, alla vigilia della Festa della Donna, che fortunatamente continua ad essere festeggiata con vigore e convinzione, anche se l’attuale contesto storico fa da palcoscenico a un continuo attacco alle conquiste sociali del nostro paese, ritiene che la risposta riparatrice, ad un fatto così grave, non possa limitarsi a colpire i singoli protagonisti. E’ semplice scaricare enormi responsabilità organizzative, gestionali e morali su pochi”.

“Occorre andare oltre e tornare a lavorare sui valori deontologici sui quali si deve basare il comparto sicurezza, responsabilizzando in particolare chi svolge un ruolo dirigenziale. Chi dirige non deve limitarsi a raccogliere i meriti del lavoro fatto da chi non appare davanti alle telecamere ma ha l’obbligo di formare professionalmente e soprattutto vigilare sui suoi collaboratori – spiega Traverso – Se ciò non viene continuamente rispettato e se, cosa ancor più grave, l’esempio di chi ci governa continua ad essere di certo non edificante, non ci si deve stupire se l’immagine delle forze dell’ordine spesso viene macchiata da gravi e deprecabili vicende che rimbalzano con clamore sulle pagine di cronaca”.

“Dove il sindacato c’è e da tempo, bisogna che il sindacato si faccia sentire, sempre di più, nella consapevolezza che il silenzio non fa chiarezza, ma alimenta il dubbio – Per questo, a Genova, per esempio, abbiamo fatto bene a prendere posizioni pubbliche ribadendo fiducia nella magistratura sui gravi fatti del luglio 2001, ma nello stesso tempo abbiamo chiesto con forza di evitare il ‘massacro’ della truppa, abbandonata a se stessa da quella dirigenza che invece di tutelarla le ha girato le spalle. C’è ancora molto da lavorare per ottenere maggior forza sindacale all’interno del comparto sicurezza. Il Silp per la Cgil c’è e continuerà ad impegnarsi per questo importante obbiettivo”.