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Val Petronio: rinascono dodici ettari e mezzo di oliveti abbandonati

Sestri Levante. Buone notizie dalla Val Petronio per l’olio extravergine di qualità, la tutela dell’ambiente e la bellezza del paesaggio, perché in quattro aree dei Comuni di Sestri Levante, Moneglia, Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese stanno rinascendo dodici ettari e mezzo di oliveti abbandonati. Gli interventi in corso di riqualificazione di piante e terreni, un modello di recupero e rilancio rurale e ambientale, sono finanziati dalla Regione che rende operativa la
ricerca coordinata e cofinanziata dalla Provincia con la Comunità Montana e i quattro Comuni della Val Petronio, affidata alla Cooperativa Olivicoltori Sestresi.

Mappando gli oliveti, verificandone lo stato di salute, le possibilità e le condizioni di recupero di quelli abbandonati e di miglioramento delle coltivazioni in atto, si è concretizzato così un progetto pilota che potrà essere esteso anche ad altre aree liguri. “Si realizza un sogno – dice la vicepresidente della Provincia, Marina Dondero – che univa la Provincia, i Comuni, la Comunità Montana e la Cooperativa degli Olivicoltori Sestresi. Questi interventi dimostrano che il recupero e la rinascita delle coltivazioni sono possibili e che si possono davvero mettere in campo iniziative nuove e concrete per arginare l’abbandono dell’entroterra e rilanciare attività preziose per l’economia e l’ambiente”. La gestione dei lavori, svolti da ditte specializzate, è affidata alla Cooperativa Olivicoltori Sestresi con oltre 1600 soci, una diffusione capillare sul territorio e
molta professionalità.

“Questi interventi – dice il presidente della cooperativa Nicola Gandolfo – stanno facendo da volano e da modello anche per la riqualificazione di oliveti vicini, perché diversi altri proprietari ci hanno chiesto di essere inseriti nel progetto. Compatibilmente con le risorse disponibili per una parte di loro è stato possibile farlo, altri stanno intervenendo direttamente ed è comunque un fatto positivo, per il territorio e la filiera dell’olivicoltura locale”. In che cosa consistano in dettaglio gli interventi (che proseguiranno anche nel 2012) per il recupero degli oliveti abbandonati della Val Petronio, lo spiega l’agronoma Paola Caffa, direttore dei lavori: “Gli olivi abbandonati – dice – sono stati per anni avvolti da una fitta vegetazione infestante, quindi le prime operazioni sono state di bonifica dei terreni, seguite dalle potature degli alberi. Anche perché le moderne tecniche prevedono piante dalla chioma più bassa rispetto al passato per facilitare la coltivazione e la raccolta delle olive e renderle più sicure. In alcune fasce vengono diradate le piante troppo fitte, in altre nuovi olivi sostituiranno quelli particolarmente indeboliti dai periodi di abbandono degli oliveti. In tre o quattro anni dopo questi interventi le piante torneranno produttive”.